Chad, il seguito

I Chadiani sono bella gente, il loro paese un po’ meno.

Gli uomini sono alti, hanno un portamento elegante e una apparente serieta’, le donne, da brave musulmane, si vedono poco. Dal punto di vista culturale, di usi costumi, simpatia ed interesse, non é che mi dicano molto.

Diciamo che tendono a farsi i fatti loro e non sono particolarmenti disponibili o incuriositi nei confronti dello straniero. Tra la gente del posto e noi si instaura un rapporto piu paritario, nel quale spesso non ascoltano quel che dici e non fanno quel che chiedi.

La settimana scorsa, dopo che non sono stato preso a bordo dall’ aereo bastardo, sono salito di corsa sul camion che portava il nostro materiale alla base di Goz Beida. Due giorni di viaggio in un paesaggio desertico, una notte a gelare sotto le stelle e una colazione a base di cuore e fegato di capretto.

La cosa interessante é stata la nostra sosta, bagnata, per la notte:

Ci siamo fermati a meta’ strada in un villaggio di tettoie, nemmeno capanne, e abbiamo avuto la fortuna di incontrare una delle prime piogge di questa stagione. Il vento ha buttato giu’ tutti i ripari, l’unico modo per rimanere asciutti era entrare nel camion, infilarcisi sotto, oppure coprirsi con teli di plastica.

La gente del posto usava quest’ultima tecnica. Centinaia di persona, a casa loro, avevano come unica protezione dei teli di plastica e le famiglie si coprivano fino a quando l’acqua non cessava. Passato il vento e rispuntate le stelle la gente emergeva ridendo da sotto i teli UNHCR sistemando le tettoie che sarebbero servite contro il sole dell’indomani.

Le temperature stanno calando, il clima é secco e penso che oramai si stia meglio qui che non in pianura padana. La vita, al momento, non é particolarmente eccitante, mi muovo parecchio tra le nostre tre basi nelle quali pero’ mi rinchiudo una volta arrivato a destinazione. Piano piano il mio lavoro diventa piu dinamico, metto il naso fuori casa e inizio ad assaporare la vita del posto. Ho gia potuto giocare a calcio tre volte, un pareggio e due sconfitte per la cronaca. Ho potuto anche fare un giro in moto, rigorosamente fuori pista dove ho rimediato una caduta ed una bucatura.

Il cambiamento pare esserci stato, l’artefice si è mosso, ad Ottobre saro’ nel pavese e la strada da percorrere via terra sara’ un’ altra.

Saro’ nuovamente disoccupato. Ad Ottobre giardinieri ed imbianchini non hanno mercato, gli alberghi sono chiusi, l’Italia diventa sempre piu cara, io sempre piu tirchio. Meglio muoversi per tempo e iniziare con gli annunci di lavoro.

offresi.

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