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Cara la forza, poca la grazia

Cara forza ammalante,

grazie per esserti prodigata in attenzioni e mi sento in colpa di essermele meritate. Io pensavo di fare un giro per questi miei oltre 50 anni e di ritrovarmi per certi versi, ma come spesso accade sembra proprio che mi sia persa.

Vivo nel bosco, sono vegana, mi piace il mare e il cielo, forse c’è troppo azzurro e troppo verde nel mo panorama quindi è normale che l’artista e creatrice abbia pensato di aggiungere del colore, che so’ un bel rosso sangue o un po di nero fumo. I contrasti mi sono sempre piaciuti, come il cielo a sette strati dell’africa meridionale, o lo strillo a diecimila decibel di un neonato non + grande di 4 palle da tennis.

Anche al mio medico piacciono i contrasti, è biondo ma vorrebbe essere mediorientale, quando gli cascheranno tutti i capelli sarà forse finalmente credibile, lo dico perché qualche volta se li rasa a zero e assomiglia a un macellaio kosher.

Oggi ero nel suo studio e cercavo di capire quello che stava tentando di spiegarmi, ma è qualche giorno che ho perso un po’ la bussola e faccio fatica a mettere in sequenza i pensieri, come se tra uno e l’altro arrivasse una frequenza disturbante che mi fa perdere il filo.

Mentre ero sdraiata nel grande magnete con le cuffie sulle orecchie e il campanellino x segnalare un disagio tra le mani, quei suoni così fuori dal quotidiano e così immediatamente ravvicinati mi hanno completamente rilassato. Sono caduta in un sonno profondo in poco + di 15 minuti. Mi era gia accaduto qualche anno fa, comincio a pensare che per qualche motivo quei suoni mi siano familiari e gradevoli, come al solito la mia esperienza è discorde con le altre…che importa, mica ci si può chiedere il perché di tutto, e per tutta la vita…tanto le risposte tardano a venire e di solito arrivano proprio quando non ti stai chiedendo un bel niente.

La cosa strana è che pur facendo fatica a seguire una serie di indicazioni semplici tipo: prendi 10 gocce poi guarda il tramonto sputa interra e sposa l’universo, ho grande capacità di penetrazione nel seguire un ragionamento, uno scenario, una situazione complessa a + voci parlanti. Ricordo da dove siamo partiti, qual’è loggetto del contendere e tutte le cose che sono state dette, tranne il nome specifico delle persone, anche di quelle che vedo tutti i giorni.

Alla riunione di redazione di ieri ho fatto una lunga figuraccia continuando a indicare invece di nominare i presenti.

Forse è arrivato il momento di andare a Las Vegas per tentare una vittoria all Rain Man. Qui è tutto terribilmente noioso, ogni cosa sembra gia detta e gia fatta, non si muove foglia che non profumi di soldi, soldi che devi spendere ovvio.

Ieri i francesi che stanno nel mio appartamento mi hanno raggiunto nell’orto per dirmi che si sarebbero trattenuti ancora una notte. Ero tutta imbrattata di fango perché qui piove da settimane, quello + grasso, l’allenatore di tennis, dice a quello + magro, il padre del campione del torneo, ma se poi tuo figlio non vince e quindi non ci fermiamo abbiamo buttato via i soldi. E l’altro sempre sottovoce, sperando che il mio francese non sia così buono e i miei timpani induriti, bhe adesso le ho gia dato i soldi me lo potevi dire prima…poi si gira e con faccia di tolla alla francese mi chiede…ma se non restiamo me li rende?

Io penso tra me e me, ma che razza di persona sei? facevi finta niente e mi pagavi domani se restavi, tanto era quasi buio e io ero immersa nel fango fino alle ginocchia! No perché il trend è essere sempre molto corretti e chiedere direttamente le cose più sconvenientemente meschine…ho alzato lo sguardo, ho visto due idioti in difficoltà e ho risposto, Si Certo.

Ogni giorno scarto milioni di pensieri che mi balzano in mente, se dovessi giudicare ogni gesto o persona, se dovessi sempre domandarmi se ho fatto bene..forse non mi alzerei nemmeno dal letto. Quindi quando mi si chiede di allontanarmi dal giudizio di essere alla giusta distanza, io veramente faccio fatica a seguire, mi si annebbiano i pensieri, divento torpida, colpita da vibrazioni disturbanti…mi perdo.

Quindi cara forza ammalante siamo tutti alla stessa festa, ci sono miliardi di invitati, cerca di non trascurare i tuoi ospiti, ma anche di riposarti. Sai, lo sto imparando a mio spese, la forza a volte può venire a mancare e tuttavia è un bene.

L’umano quadricottero meglio di X-MAN

 

Una genetista italiana di PV* ha scoperto la presenza di cellule a 4 eliche in esseri umani viventi
Questo vuol dire che la speciazione è in atto ?
Come per le piante e tutti gli esseri viventi si arriva ad un certo punto della speciazione dove il ricongiungimento non è + possibile come a dire i pesci e i mammiferi?
Cosa vuol dire procedere per 4 eliche invece he per 2? che tutto è + rapido? che è stato indotto volontariamente dall’uomo? che è una conseguenza accidentale della modifica genetica dell’ambiente (piante, medicine, pesticidi…) e una volta scoperto il meccanismo viene anche utilizzato attraverso veicoli potenti come acqua vaccini cibo?
Una modifica genetica indotta dall’uomo passa sempre per uno shock che rende permeabili le pareti della cellula che si vuole modificare
Lo shock può essere indotto chimicamente, elettricamente, per irradiazione, meccanico inoculato
Non tutte le cellule sopravvivono ma quelle che lo fanno sono atte alla futura riproduzione modificata che portano nel loro codice genetico
Dopo aver visto VAXXED
Ci sono casi, che conosco personalmente, che hanno ricevuto un vaccino e hanno avuto crisi epilettiche, grandi febbri, assenza x qualche giorno, mancanza di equilibrio. Poi però, almeno apparentemente, sono tornati normali. Sono cellule sopravvissute allo shock e inoculate con il seme del cambiamento?
Mi lascia perplessa la determinazione della profilassi che prevede l’inoculazione ad un età immatura, quando consigliando l’inoculazione dopo i 3 anni  si potrebbe abbassare il rischio e un ulteriore miglioramento nell’insorgenza di casi positivi, potrebbe essere data dall’ inoculazione separata.
Inoltre fa pensare lo studio approfondito sul particolare impatto ottenuto su alcuni ceppi genetici. Dalla narrazione del documentario VAXXED sembrerebbe che la presa di coscienza di questo particolare aspetto da parte del CDC non induca a nessun tipo di atteggiamento cautelativo. Anzi sembra un dato rilevante e interessante, che solo successivamente e sotto la pressione delle indagini, i ricercatori vogliono cercare di manipolare, negare, addirittura dissociarsi dalla ricerca.
Questo forse il motivo di secretazione degli studi?
Un pensiero fantascientifico ma sensato, assurdo ma lecito si fa strada. E se i  vaccini non avessero lo scopo immediato di fare soldi, anche se è un vantaggio collaterale necessario e interessante, che consente alla macchina di autofinanziarsi, ma quello di produrre una speciazione  simpatrica della razza?
Ma se così fosse, e se fosse intenzionale e non accidentale, a quale scopo?
 Non so quanto sia costoso o possibile sottoporsi ad un analisi genetica ma forse tutti dovremmo farlo per capire quanti di noi sono attivamente mutanti e quanti sono fermi…
Certo è pericoloso, torniamo all’argomento di sempre, alla piramide di Mendel, alle razze superiori, ai popoli eletti…
E’ fastidioso il pensiero che non negli oscuri abissi dell’universo, non nell’alto dei cieli, ma qui tra noi, qualcuno giochi a dadi con il nostro destino e lo faccia su numeri enormi, ci organizzi in file di soldatini….
Pensa, potrei essere un modello di quadricottero non robotico ma umano!
Poi mi coglie un accidia cinenfila, e se mi guardassi l’ultimo X-MEN ?
*http://www.nature.com/nchem/journal/v6/n1/full/nchem.1805.html
 La speciazione simpatrica, avviene quando due popolazioni non isolate geograficamente, si evolvono in specie distinte. In questo caso la selezione naturale gioca un ruolo cruciale nella divergenza delle popolazioni. Il fenomeno presenta tuttora degli aspetti controversi, ma è stato ben documentato in alcuni casi, per esempio nei pesci di acqua dolce della famiglia dei Ciclidi.

The whisky is ready but the meat is under-done

Prendi un paese dagli ricchezza. Cancella le sue povere sapienti radici. Metti in crisi la tradizione gridando lo scandalo parlando di abuso e corruzione.

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Dagli abbastanza soldi per costruire volenterosamente e di gran fretta quello che non conoscono. soprattutto supermercati e vetrine perché possano desiderare quello che non posseggono.

Congratulati del loro crescente benessere e fai che la ricetta abbia la massima attenzione vestendola di menzioni, premi e progetti condivisi.

Quando saranno pesanti di debiti e carichi di speranze non prestargli + denaro, urla ai 4 venti la fine del mondo o semplicemente una scarsezza non rinnovabile delle risorse

Procurati di avere capitale o buoni soci grassi e avidi.

a quel punto sarà tempo di mietitura e i frutti gonfi di sangue e sudore cadranno nella tua cesta al soffiare semplice di una leggera brezza.

lo spirito è pronto ma la carne è debole Matteo 26-40,41

La vita costringe l’uomo a molte azioni spontanee

Oggi è il mio primo giorno dopo tutti gli altri.

Il primo giorno in cui non scriverò una piccola nota ad un amica, il primo giorno in cui non penserò a chi dovrò vedere nel we. Il primo giorno di solitudine.

Non posso, sono solo parole eppure fanno sempre un po’ paura.

C’e il non posso respirare, grave intenso rapido e definitivo se non si risolve in un attimo, ma ci sono anche tutti gli altri, un infinità di altro che non prendiamo in considerazione.

Tagliare le relazioni sociali senza chiudersi in un eremo ma  per un atto di volontà, continuando a lavorare e a mantenere rapporti con il mio quadrato della vita (2 figli e due genitori) comporta delle difficoltà. Il quadrato non è poi cos’ quadrato visto che mio figlio Lupo vive in Inghilterra e i miei genitori in un altra città . L’unico con cui avrò relazioni personali sarà Geo, mio figlio quattordicenne.

La mia promessa è di rispettarlo.

Questa mattina ha chiamato mio fratello, non potevo non avvisarlo e ho risposto alla sua chiamata. Gli ho detto che entro in silenzio stampa, non ho spiegato i miei perché, ho solo ascoltato le sue istanze per un ultima volta e gli ho detto che possiamo sentirci per cose tecniche o cose urgenti. in tutti gli altri casi ho chiesto di non essere chiamata in causa ne sollecitata a mantenere rapporti.

Non conosco veramente cosa mi ha portato a fare questa scelta. Ne ho parlato con i pochi amici che si possono calare nei miei panni, ho cercato di verbalizzare le mie sensazioni.

Mi sono data una prima finestra di opportunità di contatto 20 marzo equinozio di primavera. Per quella data ho invitato gli amici a farsi vivi, con un messaggio, una telefonata…

la seconda sarà solstizio d’estate 21 giungno

Ho scelto di cadenzare il mio piccolo esperimento in solstizi ed equinozi, un anno è troppo lungo, un mese troppo corto, un numero uguale ad un altro, la primavera porta germogli, l’estate il sole, l’autunno rallenta, l’inverno riposa.

Approfitto di questi ultimi rimasugli di sonno invernale, ma sono grata nel mio cuore alla promessa delle future stagioni

LA PRATICA DELL’INGANNO

 

La pioggia cade pulendo l’aria sporca di mesi asciutti, soleggiati, pieni zeppi di fredda polvere infetta.  Il silenzio assente , il colore del cielo  riverbero di civiltà , l’odore intenso dell’essere e del divenire, la dura risposta del cemento sotto la suola e il cuore, custode della quiete, agitato e chiassoso come una gallina spaventata oltre la rete del pollaio.

Moto senza meta, sedativo che porta al sonno ammortizzatore, ogni funzione biologicamente ordinata: la vita

Al fondo di una buona giornata c’è il ricordo di sguardi, abbracci, parole, odori, sapori. Insieme e separatamente, senza controllo e senza scienza, tessono il nostro domani. Ogni particella un ricettore; li usiamo e siamo usati grazie ad essi.

Un pensiero, un’azione, un’emozione si confondono come tempera bagnata

Televisione del dolore, una flebo digitale spixela i suoi contenuti nelle pupille avide di passioni a buon mercato. Il passato chiede di essere ascoltato, il presente si dilata, lunghe le ore interminabili del pomeriggio in attesa di un breve momento di piacere e di accoglienza

Che cos’è l’amore ?

 

Si, No, Forse….

 

Forse è anticostituzionale ma sarei interessata a sapere la vostra e non su FB, tipo: si, no, incerto. mi interessa anche di quelli a cui non frega nulla. potete tener in cp gli altri oppure no , tutti i commenti sono graditi

e…spero che il sole vi illumini

Ho mandato questa mail a 25 amici

quelli che mi hanno risposto, lo hanno fatto privatamente, quindi  ora che tutto è concluso, pur mantenendo l’anonimato per ognuno, ripubblico qui il contenuto delle mail, nell’ordine in cui le ho ricevute, Grata della fiducia accordatami…mi chiedo se non aver fiducia nel cambiamento o averne troppa non siano facce diverse di una stessa medaglia.

-ah ah,  la mia te la dico, non ho capito se ti va bene o no un si, no, incerto, non ho più voglia di argomentare, tenuto lunghe chiacchierate in questi giorni con amiche varie, ti dico semplicemente ASSOLUTAMENTE NOOOOOOOOOOOO!

-come mai questo interesse? io voto no

-Cara Priscilla, io voterò Sì e le ragioni te le spiegherò a voce (almeno questo mi dà una speranza di vederti!!!)

-Io sono banalissimo: Non voto Si perché non ho fiducia in Renzi, nella sua capacità di intervenire su di una riforma così importante. Non voto NO perché sarebbe importante modificare lo stato delle cose, vecchie e anacronistiche rispetto ai tempi che corrono. Voto NI e spero che il sole mi illumini.

-Istruzioni per il voto: se vuoi votare NO metti una X sul NO, se invece vuoi votare SI cancella il NO con una X. Io ho trovato queste istruzioni oggi e visto che le ho capite mi atterrò a tali istruzioni…😉

-A prescindere dalle posizioni sul voto, il dibattito sul tema ha raggiunto livelli bassissimi. Fino a oggi ho cercato di stare fuori il più possibile dalla tempesta mediatica sul tema. Ho cercato di non farmi influenzare dal fronte del sì e dal fronte del no. Non esiste nessuno del quale io mi fidi così tanto da affidare il mio voto ad un’opinione altrui.  Mi ero ripromessa che avrei letto da sola il testo e avrei deciso con la mia testa. Non mi sono mai espressa, ho vissuto l’indecisione più totale per la maggior parte della campagna elettorale. Non l’ho fatto perchè ho ritenuto che qualsiasi scritto avessi mai potuto condividere non avrebbe aggiunto valore al dibattito. Riconosco la mia ignoranza sul tema. Mi sono informata, per quello che mi è stato possibile e penso comunque di essere arrivata alla mia scelta. Il fronte del NO dice che chi vota SI non ha capito, il fronte del SI dice che chi vota NO è contro il cambiamento, complottista e grillino. Il tema cambia ma la generalizzazione e il giudizio verso gli altri resta. La bellezza della cabina elettorale è che puoi votare quello che ti pare senza il rischio che quello sui cui apponi la tua X modifichi in alcun modo la percezione che gli altri hanno di te. Per rispondere alla tua domanda, ho deciso di votare NO. Non perchè voglia mandare a casa Renzi o cose simili , ma perchè non me la sento di prendermi la responsabilità di cambiare la costituzione non avendo capito un cazzo. Tu che idea ti sei fatta?

-Ciao cara, io voto Sì. La considerazione che segue mi è piaciuta molto (non è mia)……Poniamo che la proposta di modifica costituzionale x cui voteremo domenica sia già legge. E quindi operativa. Poniamo quindi che x cambiare il suo contenuto foste chiamati a votare x questi temi:
Aumento del numero dei senatori da 100 a 315
Introduzione dell’obbligo di votazione da parte anche del senato x tutte le materie per cui sia sufficiente il solo Voto della camera.
Creazione di 110 nuove province.
Aabolizione tetto stipendio x consiglieri regionali. (Quindi da max 5000 € a €12000. ) 
Poniamo che fosse così.  Come voteresti?

 -Ti risponderò a voce. Baci

-Pensavo di non andare a votare, ma ieri ho letto l’analisi di un collega di economia e penso che forse sarebbe il caso di votare sì, anche se  – come al solito – hanno pasticciato sull’idea originale, che mi sembrava per niente male.  Se hai voglia di leggerlo, ne possiamo comunque parlare. Sentiamoci dopo

-Ti rispondo felice di farlo. A poche ore dal referendum ho trovato le parole che mi rappresentano, é piú di un mese che leggo in modo bulimico tutto e incarno il malessere del Paese, domani nel segreto dell’urna scriveró la parola ippopotamo, quell’animale che non ho mai veramente capito, come veramente non capisco piú perché io debba impegnarmi così tanto per comprendere di essere sotto ricatto: le riforme sono necessarie perché il Paese soffoca ma nel merito sono fatte con il deretano, soprattutto quella piú importante che riguarda il Senato. Soffocare o andare a cagare, non mi interessa nessuna delle due opzioni. E non ne sono felice perché in entrambe le vittorie il Paese rimane in gravissima sofferenza, e lo é da tempo. Noi con lui. Internazionale: Con il referendum è tornata la politicahttp://www.internazionale.it/opinione/giovanni-de-mauro/2016/12/01/referendum-politica-occasione

  x quanto mi riguarda condivido le preoccupazioni dei maggiori caldeggiatori del NO, ossia le Isole e la Campania:

i senatori-consiglieri regionali o sindaci avrebbero comunque goduto dell’immunità “personale” ex art. 68, comma 3 Cost. Il che ha suscitato malevole, ma non infondate interpretazioni, correndo così il rischio, il Senato, di essere trasformato in un refugium peccatorum in conseguenza dell’attuale abnorme numero dei consiglieri regionali indagati (o addirittura rinviati a giudizio).

e …sposo la tesi di Giovanni Demauro

“La particolarità del referendum senza quorum la rende una scelta dal significato politico forte, perché è un’astensione che non mira a sabotare lo strumento referendario – dato che non ne impedisce la riuscita – ma a evitare che il risultato sia usato per fini che nulla hanno a che vedere con il merito del quesito (se l’affluenza dovesse essere bassa, sarà più difficile per Renzi o Grillo appropriarsi trionfalmente della vittoria)”.

Come per la redazione dell’Internazionale, anche i miei amici sembrano equamente suddivisi in 3 fazioni.

Immagino che questa sia l’Italia e sullo stato di fatto delle cose, non solo limitate alla coscienza politica del Paese,  pazienza e grande capacità di osservazione sono a mio avviso strumenti appropriati.

Credo che  al nostro Paese, preso nella sua interezza e quindi anche come risultato delle sue incongruenze, si possa riconoscere l’attuale incapacità di assumersi la responsabilità di fare senza capire.  Non siamo la Germania.

Ci dicono che abbiamo problemi gravissimi, che stiamo tutti a un passo dal pagare personalmente. Abbiamo una grande capacità di accoglienza, incongruente con un piccolo territorio per lo + montano. Siamo i + grandi critici di noi stessi…mai sentito un italiano parlar bene del suo Paese. Abbiamo un modello per imprinting basato sull’unica struttura che ci salva sempre il deretano: la famiglia. Siamo molto diversi sia conseguentemente all’influenza delle terre all’interno del nostro perimetro che di quelle confinanti. Il mare da un lato, le montagne dall’altro, sono i capisaldi della nostra unità e della nostra ospitalità. Il mondo fuori dai confini italiani preme e freme di unità. Unità religiosa, unità economica, unità di genere..Non abbiamo mai il potere di volere ciò che desideriamo e questo non è solo Italiano ma dell’essere umano.

mi sembra di cogliere per un attimo l’ incongruenza tra unità e sopravvivenza della diversità

Dio, o-dio, a dio, addio

 

Cerchiamo le parole in ogni cosa, ci sforziamo di rompere codici perché  suoni alieni ci raccontino la loro storia

Di parole ce ne sono poche, soprattutto quando abbiamo bisogno di un Grazie, ti Amo, puoi contare su di me, come sei bella, non aver paura…

Di parole ce ne sono molte, anche quando non ci sarebbe bisogno di bastardelli, sfigati, indecisi, corrotti, incapaci, menagramo. mi hai deluso, ti odio, vattene , crepa.

Davanti a un’opera per quanto espressiva, cerchiamo sempre la didascalia, se colti dallo splendore della natura abbiamo bisogno di descriverla, travolti da un insolito evento siamo sempre alla ricerca di un contesto di parole in cui dissolverlo.

Si potrebbe pensare che siamo un ottimo conduttore di energia, ma incapaci di trattenerla, si potrebbe pensare che siamo naturalmente incontinenti e che le emozioni siano sensori di eccessi in corso e da smaltire.

Ma le parole non rendono giustizia…

Si dovrebbe crescere oltre le parole, perché la parola è il campo dei compromessi, dove la verità fa fatica a mettere radici. Si dovrebbe rischiare di essere consumati dalle emozioni x capire che saremmo stati dissolti comunque da altre forze,  ma che non ci attraversano

Questo tempo che scorre veloce per noi centenari come per le stelle miliardarie, mi riempie il petto di un umore pesante, che buca il costato, che contrae il polmone, che arriva nei seni nasali come coda d’aria di viva fiamma.

Non sono pronta a dissolvermi in mille scintille, la parola il mio unico appiglio alla fine della strada, prima del nulla percepibile.

Riconosci i miei limiti come i tuoi, siamo fatti della stessa polvere di stelle, irrimediabilmente diversi per trovare il vuoto e il pieno che si completano, per riuscire  a compiere fino all’ultimo giro anche se da qui non è possibile averne nemmeno una pallida intuizione. E soprattutto non fermarti davanti alle parole,  io non credo di averne a sufficienza per tutto il viaggio…occorre fidarsi che la strada sia propizia e il destino clemente.

 

 

 

 

 

diversità eternità

Due formiche nere corrono su un autostrada di ferro smaltata di nero. Mi chiedo cosa vedono e cosa sanno di ciò che vedono. Non è un autostrada ma la parte piatta e parallela al terreno di un balconcino in ferro battuto. Ospita un cuscino e si lega alla struttura del terrazzo attraversando le pulere. Io che sono sdraiata sul cuscino, ho un’ ottima visuale di ciò che accade sull’autostrada di ferro, vedo certo, ma non so nulla ne capisco.
Certe volte penso che questa sia una palestra dove compiamo innumerevoli sforzi per raggiungere o allontanarci da realtà molto + piccole o anche straordinariamente + grandi, senza contare quelle di eguale taglia e specie di cui non comprendiamo quasi nulla

Si esprime in questo mondo una volontà di essere diverso così ben rappresentata, che mi fa domandare a che si deve tanto impegno e tante risorse impiegate nell’unico scopo di distinguersi.
Quest’anarchia di forme in divenire potrebbe essere una forza di volontà assai grande e specifica e noi tutti farne parte ignari.Oppure potremmo essere proprio noi a determinarla nel tentativo disperato di presiederla.
C’è la possibilità di cambiare un videogioco giocandoci?
Se la risposta è no ecco perché il gioco dura poco

Anna è… ma qualcosa non va

Anna è + giovane di me
Anna ha due figli della stessa età dei miei
Anna va a lavorare tutte le mattine e come me si divide tra casa e bottega
Anna è una persona sincera
Anna è una persona buona
Anna ama la vita
Anna ama la sua famiglia
Allora cosa c’è che non va?

Anna è stata la prima persona che ho conosciuto a Pavia
Anna mi ha sempre detto quello che le stava bene e quello che non le andava
Anna ha lo sguardo di una bambina ma è testarda come un vecchio quando pensa di aver ragione
Anna si arrabbia in fretta, ma ride molto e perdona subito
Anna ha sempre voglia di qualcosa, duemila progetti e molti angoli della terra che vorrebbe esplorare

E allora cosa c’è che non va?

c’è che gli occhi guardano ma non hanno lacrime, c’è che le orecchie sentono ma non c’è rumore nel petto. Tutto è fermo e pesante e immobile

le persone hanno la tendenza a ragionare secondo la loro immediata esperienza delle cose.

vedendo sorgere e tramontare il sole per millenni si è pensato che il sole si muovesse nello spazio e la terra fosse ferma. L’atteggiamento ingenuo crede a ciò che dicono i nostri sensi. Inequivocabilmente il sole sorge e tramonta e per dimostrare il contrario di questa evidenza ci è voluta un enorme capacità critica e secoli di pazienza.

La morte, la morte fa parte della vita, ma ci sono cose in questa vita che ingenuamente sono inspiegabili e senza senso.
la malattia, la sofferenza, la solitudine, il troppo presto, il troppo tardi, io senza lacrime, io e la paura che la mia casa non sarà mai + quel posto sereno e sicuro, io e il mio cuore silenzioso.
So che questo è un percorso e non una realtà. So che ho bisogno di tempo perché ora sono arrabbiata e quando si è arrabbiati non si sente niente solo stanchezza. So che devo parlarne con gli amici. So che devo starmene un po’ per i fatti miei, so che devo avere pazienza,so che devo avere fiducia nell’amore che provo e che altri provano per me, ma visto che domani andiamo in chiesa, voglio chiedere a Dio un enorme quantità di pazienza, perché se ne devo avere io, allora Pietro Valeria e Andrea devono averne veramente tantissima e sento che tutti gli altri possono risparmiare la loro pazienza, tutta quella che c’è Dio dalla a Pietro a Valeria ad Andrea e pregherò, pregherò perché sia abbastanza.

LABIRINTO VERTICALE

sono salita piano, uno scalino poi tendo l’orecchio
il corridoio in penombra, nessun rumore solo un ronzio.
Mi affaccio alla stanza, nel letto sul fianco sinistro una figura avvolta dalle coperte,
non dico niente, penso che non si sveglierà.
Mi siedo sul pavimento accanto alla finestra e la guardo dormire, sembra diversa da che l’ho vista ‘ultima volta. Ero in corridoio e anche allora ho aspettato che si svegliasse, ma senza sperarci veramente. L’ultima volta intorno a lei c’era un campo di forza che sembrava aggredirla + del dolore.

Quanto è difficile quello che è così difficile?

No è impossibile, anche se mi sforzo anche se immagino…non so proprio pensare a cosa e come ci si sente quando tutto cambia così senza motivo apparente, quando il dolore e le forze che ti abbandonano diventano amici inseparabili. Quando la profondità del tuo pensiero dura meno di un istante e un istante di smarrimento dura in eterno

Ma forse è come guidare un aereo, sembra così complicato con tutti quei bottoni che riempiono soffitto e pavimento senza soluzione di continuità…
La prima volta che ho sentito questa espressione non capivo cosa volesse dire e poi ho capito che soluzione e risoluzione volevano dire fine. Ma anche un astronave con bottoni in attesa di essere schiacciati a perdita d’occhio, se la guidi tutti i giorni, se ci vivi dentro, non è nient’altro che il quotidiano.Il quotidiano è la stabilità. Parcellizzare l’esistenza in pezzetti da 24 ore, le ore in in pezzetti da 60 minuti.. una modalità per stabilizzare, normalizzare, comprendere e digerire l’esistenza.
Ho un amico che divide tutto in piccoli spazi e multipli di questi. Un esistenza ordinata fatta di ogni 30 minuti. Solo oggi vedo in questo spezzettare, il processo intrinseco di istruzione, costruzione di isole stabili: piombo e bismuto.

La digestione è un processo di morte, disgrega ciò che era per renderlo un nutriente. E’ la fine di un processo che da inizio ad un altro, come quella canzone della fiera dell’est dove dal topolino al fuoco divoratore, ogni cosa si consuma per effetto della successiva.

Mi sposto, solo di poco, per appoggiare la schiena al muro, la vedo stropicciare gli occhi e cercare con le mani qualcosa tra le coperte, allora dico:
-ciao Anna cerchi gli occhiali?
-no ora so chi sei, mi risponde, non importa.
E’ lei a chiedere come va, le rispondo bene e cominciamo a pigiare quel milione di tasti che fa dell’incontro di due persone una relazione.

Le chiedo se è + comodo il letto di casa o quello dell’ospedale. Mi risponde con tono soddisfatto
-quello di casa.
accenna al materasso ad aria e solo allora capisco cos’era quel sibilo che si sentiva gia dal corridoio. Un sibilo amico, una coperta di pace, non come la gabbia dura e dolorosa che avevo percepito in ospedale.

-pero il bello dell’ospedale è che ci danno dentro con gli anti dolorifici
-hai ancora mal di testa? le chiedo, e in quel momento so che le fa bene dirlo
-Sbatterei la testa nel muro…ci voleva anche lui

C’è u attimo di silenzio e poi io le dico una cosa sul corso che ho fatto e cominciamo a parlare di orto e di cibo e lei mi dice che vorrebbe occuparsi solo di orto e di cibo, e io penso che anche io se potessi vorrei occuparmi solo di orto e di cibo; essere vicino alla creazione della vita, trasformare i frutti della terra in energia…questo dovrebbe essere il nostro compito…ora è così chiaro. Eppure sia io che lei non possiamo, o meglio lei non può e io…Parliamo ancora di fiori e di spezie come se fossimo in giardino, come se domani, passate poche linee di febbre potessimo metterci li a zappare la terra, come due vecchiette con il mal di schiena unico deterrente.

“è venuta a prendersela il 118 questa sera. Era una situazione oltre i limiti dell’umano”
mi ha detto Dona al telefono.

Mi tornano in mente parole e frasi che si avvolgono in una spirale
…la realtà esterna è assolutamente indifferente al nostro destino ma è soltanto quello che essa è…sventurata la terra che ha bisogno di eroi…il mondo non si da spontaneamente, ma va preso…conquistato come un bimbo conquista un oggetto…
tutti gli ostacoli che incontreremo verranno visti come strutturali allo stesso percorso di ricerca e non come malevolenza da parte del mondo…
Quando Fulcanelli riceve il Dono di Dio, il suo maestro esprime la sua gioia, ma anche il timore:
“SPERIAMO CHE QUESTO DONO NON DEBBA ESSERE PAGATO CON UN PREZZO TROPPO ALTO”

La speranza non può essere che il balsamo delle cose che sappiamo diverse da ciò che vorremmo fossero e io avrei bisogno adesso, di sapere che cosa è la malattia e fino a quando e per chi lo è.

umido e secco, bivio o mediazione?

è una paura profonda che mi attraversa il cuore, come una scarica elettrica a basso voltaggio ma lunga.
E si allunga la sospensione tra il respiro e il respiro. Guardo la fiamma gialla del camino attraverso il vetro, poggio la fronte alla lastra rossa che mi separa dalla camera di combustione. Si può provare anche ciò che non si prova, come il bacio appassionato e prevaricatore in un sogno altrimenti ordinario.
Mi viene in mente che trovo + giusto essere colto dalla morte nel pieno delle proprie forze e nel mezzo della vita che debole e lento, alla fine dell’esistenza.
E mi viene tenerezza per quelli a me cari che si chiedono il perché dei loro acciacchi e delle loro vene fragili, e mi chiedo a cosa serve invecchiare se non a trovare l’enorme differenza tra come ci si sente e come realmente si è.
Ma la via secca e quella umida, è un bivio o un invito alla mediazione?
Bisogna scegliere o si può essere scelti?
Penso ad una canzone inglese che ripete incessantemente “qualcuno mi salvi dall’essere spenta nel sonno…” e penso a quella personcina piccola e intensa ormai quasi invisibile nel corpo fuori misura di una donna, che adesso ha paura, paura della morte e come una medusa nel secchiello di un bambino ignaro prova a lanciare le sue ultime flebili scosse, che inesorabili ritornano come un eco eterno.

Ma quando ci sentiamo amati improvvisamente ogni cosa ci sembra chiara, ci sentiamo capaci di interpretare il mondo, ma in verità l’amore è silenzio. Sa zittire la paura e le mille voci con cui la paura offusca la lucidità e annichilisce la concentrazione. Sarà per questo che i filosofi illuminati si definiscono innamorati. Sarà per questo che si chi-ama il dono di Dio.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona.

« io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. »

Anaforiche polisindeti, estenuanti dissertazioni su apparenti gotici dettagli…la donna che addobba ed offre il seno…in verità lo sai, solo l’amore può mostrare a chi lo cerca il cuore.

Ieri oggi iogi

Tempo: è solo un momento, ma anche un momento ha una sua lunghezza, l’attimo di una montagna potrebbe corrispondere alla vita di una generazione umana. qui sulla terra e oltre nello spazio potremmo essere vissuti e morti molte volte…
La memoria è in effetti il nostro tempo. senza memoria il tempo non esisterebbe. Senza memoria nulla potrebbe compiersi?
Ma se è così come ha fatto la cellula a specificarsi per diventare corpo, occhio, materia grigia…?
La ragione è frutto della memoria e la memoria è il disco “finito” sul quale gira il file dell’esistenza.
Qualcuno mi ha chiesto “hai trovato l’amore della tua vita?”
Ho risposto “molte volte”
– quindi hai vissuto molte vite?
a pensarci deve essere così, ma non ne sono cosciente, mi è sembrato solo di crescere da un amore all’altro, come in una condizione che può essere quella di un bambino e poi di un adulto. Sempre io ma un’altra. Sempre l’amore della mia vita ma un altro
– ce n’é uno che si sia trovato per così dire nella vita eterna?
l’ultimo è sempre quello eterno. Come l’ultimo ricordo di quelli che non ci sono +; saranno per sempre e loro nemmeno lo sanno di avere questo privilegio. Nemmeno l’ultimo lo sa di avere questo onore.
– Già quello che si può sapere e se non sei eterno, lo sai quando arriva l’altro.
Per rimanere nelle metafora a volte si vivono vite parallele, li secondo me nasce la speranza di un incidente di percorso, di qualcosa al di fuori del disco finito, esiste la possibilità di imbattersi in quel tu bambino, lui e tu adulto, in simultanea, accade te lo giuro, a me è successo
– E poi?
E poi è amore eterno…ma non è di questa vita, inizia prima, di questo son certa, se finisce non lo so perché come ho detto non sono cosciente, non di quello che viene dopo. Preferisco pensare che il dopo non esiste…esiste solo il prima che poi è solo oggi oggi oggi…

Amore, Fede, Futuro. Vero, di nuovo!

E di nuovo, ancora, un’ altra volta. Indica qualcosa che si ripete nel tempo, ma se non c’è nulla di nuovo perché si usa quell’espressione? Forse chi l’ha coniata intendeva esprimere la sensazione di novità che si produce nonostante la ripetizione, poi qualcuno, i soliti gnoti, l’anno fatta diventare sinonimo di ancora.
Si, di nuovo, lo stupore di chi osserva l’immutato, nulla è cambiato. Come se fosse vero anche per me che il tempo non esiste, come se anche io tra angeli ed arcangeli potessi apprezzare il trucco del tempo ed essere meglio del tungsteno per la lampadina.

Dico come perché se fosse vero e non reale, guarderei nello specchio trasparente, nel flusso dell’essere sapiente e non sarei qui a domandarmi il perché di un espressione banale, come se non ci fosse al mondo e anche oltre, altro, molto di +, di cui occuparsi.

cosa è vero?
Vero è l’ amore non per le persone o per le cose, cioè si manifesta per le cose e le persone certo, io sono una persona, sicuramente non un angelo. L’amore, se dovessi definirlo, non è una scelta o un gesto, un comportamento o un sentimento. L’amore è una condizione e come ogni condizione non sei tu che governi, perché la condizione preside anzi, in questo caso precede.

E’ vera la fiducia. Quella incondizionata. Quella che dovrebbe essere se fosse meritata quando ti è concesso di fidarti di te stesso.
Quella che ti vergogni nel profondo quando la umili e la trasfiguri.
Forse si chiama fede, ma è è una parola abusata, grimaldello di ogni spirale contraria, di nuovo usata dai soliti gnoti per sotterrare, annichilire, disorientare il nemico e a volte, sempre + spesso, anche l’amico.

E’ vero il futuro, quello di tutti i giorni, che ti fa splendere perché arriva di ritorno da dove siamo gia stati e non ce ne rammentiamo. Quello che ci fa svegliare ogni mattina e quando è ora, riposare sereni.

Non so trovare altro per ora, ho solo queste tre verità. Senza sapere il perché e nemmeno me lo chiedo, mi va di condividere.

ps
Non darsi pena per chi non ce la fa, la giusta distanza per non essere un pezzo del domino che crolla; ci sono per qualche motivo in questa manifestazione strutture molto semplici e x questo infinitamente forti.
Me l’hanno detto da quando ho orecchie per sentire…SEI FORTE e io ci ho creduto…invece dell’anello mancante, l’anello fisso della catena
+ terra terra di così…si muore! (se qualcuno ha apprezzato la battuta/batta un colpo)

torta di mele “CHENONHA” proteine animali

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ricetta
circa 500 g farina di cui un terzo di riso (io ho messo farina Petra 5 300 g + 150 carino riso bio + 40 avena integrale)
1 bicchiere di succo di mela
3/4 di bicchiere di olio (io do messo olio di riso bio spremitura a freddo ma altre volte anche evo del garda) importante che sia di buona qualità spremuto a freddo e non molto saporito.
1 bicchiere e mezzo di zucchero di canna
1 cucchiaio di cannella
1 bicchiere di yogurt di soia
1 bustina di cremar tartaro x dolci

amalgamare tutti gli ingredienti con una frusta per un paio di minuti

incorporare 2 mele grandi tagliate a pezzettini e una manciata di uvetta

mettere in una teglia con carta da forno

spolverare con granella di zucchero

in forno per 30 min 180 g con recipiente d’acqua sul piano + basso

quando termina cottura si può lasciare consolo carta da forno sulla grata del forno ancora caldo fino al mom di servirla
variante no yogurt

Altre volte invece dello yogurt di soya frullo due mele sbucciate insieme allo zucchero e all’olio poi incorporo il resto degli ingredienti.

Perdonare,

Se fossi mai capace di perdonare, perdonerei me per prima.
Una volta qualcuno mi ha detto che si può cominciare dai gesti, una posizione della schiena, uno sguardo, l’incedere d’un passo. Se quei gesti sono veri anche il resto prima o poi seguirà.

Mi astengo dai commenti e quando nonostante le mie labbra non si muovano e metta forzosamente in resta il cervello, cuore, polmoni e bile denunciano intolleranza, allora faccio un passo indietro, indietro su me stessa, indietro rispetto al mondo, indietro rispetto alla vita.
Se non si può rispettare la vita altrui, allora perché bisognerebbe rispettare la propria?

Che io sia in pace

tempo fa raccontando la solitudine e la sofferenza che questa mi produceva mi hanno domandato
“ma tu hai chiesto?”
Gli amici non possono mai essere utili, ho pensato. Un amico a cui devi chiedere non è un amico, così come
una promessa d’amore non è mai una promessa

Grazie per il regalo

questa sera ci ho messo le pizze d’asporto e le calde calde
Sarà che questo è un momentaccio, ma dentro non sento niente.
Ho presente i miei doveri e so che devo fare tutto il possibile per rispettare gli impegni presi,
questo a volte mi rende un po’ secca, trovo faticoso sprecare parole, ricercare emozioni.
Non soffro, ne mi sento arida
Forse sono solo stanca, ma può anche essere che io sia in pace e forse non mi dispiace.

Pensieri bronchiali दीपावली

Non è così facile
Un amico un tempo mi aveva messo in guardia rispetto al fatto che non si può volere ciò che si vuole.
Ma non è così semplice. A furia di volere cose che non sono esattamente ciò che vogliamo, ma solo surrogati, diventiamo bravissimi e accanitissimi nel conseguire il nostro carrello della spesa pieno di ogni cosa. Ma poi , come Marco Valdo, finiamo per riversarlo nelle fauci di ferro di un enorme gru.
Tutta quella bramosia, l’impulso ad accaparrarsi questo e quello, per poi arrivare alla conclusione che nulla di ciò che hai messo nel carrello ti serve veramente. Troppo tardi forse, troppo tardi quando hai passato il tuo tempo a perderti per corsie e scaffali e hai quasi rischiato di capovolgerti sulle assi di un’impalcatura e la magra consolazione è quella di essere sfuggito all’imbuto della cassa.
Come se tutta la vita non si facesse altro che sfuggire a questa e qull’altra insidia.
Come si fa e quando si raggiunge quel momento in cui non si scappa, non si rincorre, non si continua ad essere nel tunnel di qualche corsia? Quando comincia la vita?

Ma forse è tutto un grossolano qui pro quo, perché la vita magari è proprio questo, indossare un esoscheletro di cui non abbiamo i comandi e una volta dentro, ci agisce come e quando vuole e per uscirne…bhe uscirne è più semplice che entrare, sappiamo tutti come si fa…ma nessuno di noi sà cosa c’è dopo.

O forse, come dice mio figlio, “quando sei sull’ottovolante te la devi godere, lasciarti andare” fino alla fine della corsa e riconquistare il LIBERO ARBITRIO fino a imboccare il tornello della attrazione successiva, e poi farti sbatacchiare dalla prossima giostra. Insomma tutta la nostra autonomia si gioca tra un tornello e l’altro, inutile soffrire dopo, dopo bisogna godersela, in qualunque caso, xché altrimenti la vita non comincia mai. E’ tutto solo una questione di campi di forza che si scontrano, una grande centrale elettrica, ma qualcuno gode dell’energia prodotta?…
Rhumi sembra dicesse di occuparci strettamente di noi stessi, di mettere attenzione in ciò che facciamo non in ciò che fanno gli altri.

A volte ho desiderato che le situazioni che non potevo gestire mi appartenessero un po’ di più, tipo che un malato a cui non potevo spiegare la cura guarisse e potessi essere io il malato…uno di quei desideri alla Marco Valdo, che servono solo a riempire le fauci delle gru…ma forse è tardi e devo solo farmi sbatacchiare ancora un po’ e ricordarmene quando dovrò scegliere il prossimo tornello.

sarà x questo che la fede ci salverà tutti?

“E’ cosa buona è giusta”, una frase che si sente sempre in chiesa, ora mi chiedo, ma è una domanda o un’ affermazione?
Non tutto è bene é buono é giusto e poi non tutto è.
Forse li abita la speranza

Non è cosa che possiamo educarci ad avere o a non avere, certi tra noi fanno continui patti con un destinatario ignoto delle loro preghiere, cose alle quali siamo disposti a rinunciare in cambio di altre. Certi tra noi hanno un destinatario +o meno preciso, alcuni ne sanno il nome e ne adorano l’effige, altri + genericamente si rivolgono ad una divinità, una personale o una condivisa.

Poi ci sono i maniaci della sicurezza, delle regole, degli schemi dell’efficenza, anche quelli sono altarini alla speranza, speranza che il loro fare li salvi ora, domani o per sempre.

Insomma la speranza ha un altra faccia meno carismatica, zero caritatevole, assolutamente sottostimata.

A Napoli e ormai non solo, si dice che la paura fa 90. Novanta non 100, perché se la vediamo al contrario in qualsiasi paura c’è un poco di speranza. L’ho sentito chiedere a un ragazzino:
cos’è la speranza?
la speranza è il 10% che manca alla paura.

quell’attimo prima

Satura come l’aria lo è di polvere durante la tempesta nel deserto. Soffice come cipria o dura come il ferro.
Mi viene incontro minacciosa. Io mi volto indietro, cerco nel mio distretto visivo ogni dettaglio che potrebbe trarmi in salvo quando la distanza si sarà fatta breve e la luce non servirà a rischiarare il mio orizzonte.
Tutto è già pesante, anche gli occhi fanno fatica a compiere il giro delle orbite.
Arresto il mio passo, ferma nel vento.
Quanto, prima che il mio fiato si stanchi di uscire a raccontare la fuori che dentro un cuore batte?
Quando, e se anche io sarò tra quelli a popolare la massa incombente, ad unirmi ai rumori e ad aggiungere peso e forza oscura a ciò che ora mi si para davanti, forse non saprò più di esser stata una e sola e diversa. Forse, mi sentirò forte e presente e inespugnabile.
Oppure , goccia nel mare, granello di sabbia nella risacca
Ciò che ci tiene vivi è la volontà di essere unici, forse non è giusto, forse… ma io non so che questo e dell’ altro nessuno mi vuol dire; che non sa , che non immagina, che insieme temiamo ed é un sentire che ci accomuna.

preghiera di un senza tetto

Nonostante le apparenze sono un ottimista e credo nelle persone e nella forza che c’è dentro di noi (anche dentro di me)
Mi interrogo su cosa mi fa sentire a casa e e mi rispondo che ho bisogno di aiuto perché spesso non lo so.
Sono piccole cose apparentemente irrilevanti, ma solo quando “non rilevate”.

A chi ha colto nella vita la differenza di quell’attimo prima in cui una cosa c’era e quell’attimo dopo in cui non c’è +
A chi ha osservato e rilevato il punto esatto della temperatura a cui un uovo diventa pulcino oppure no
A chi sa che dai dettagli è facile essere colpiti, ma anche annoiati e addirittura infastiditi.

Chiedo se anche a loro come a me basta un dettaglio per sentirsi a casa.
L’inclinazione delle labbra della persona che per prima incontrammo sulla via del ritorno,
il raggio di sole che ci scalda inaspettato quando il freddo ci aveva colto impreparati,
l’odore del caffè che ritroviamo dopo un lungo viaggio.
La disposizione delle parole in una frase: un “e” al posto di un “ma” e un grazie messo alla fine invece che prima di quel ma.

Ma
la natura non è perfetta e l’uomo con lei. Questo lo so, Ma, so che si può far meglio.

Io credo nel viaggio e faccio del “meglio” un mio dettaglio, per rendere quello di tutti (compreso il mio) un momento di accoglienza e comprensione, un infinito momento o infinito sembra a me.

Forse dovrei mettere tutte le mie energie nel trovare la “giusta distanza”. “Ma” , ora lo So, non cerco la distanza, cerco l’armonia e l’armonia sta alla cedevolezza come la resistenza alla distanza.
Si suona tutti insieme e anche i solisti hanno bisogno della giusta composizione di gas e vapori.

Stiamo tornando a casa, mentre accade possiamo accogliere, rispettare, amare e condividere una casa temporanea in attesa di trovare la propria o frse la nostra.

No. Non si può “mollare qualcosa” o così penso io e chiedo attenzione. Perché so che il tener duro, la presa, il piede ficcato nel terreno fino a quando ho fiato è un prezioso dettaglio di questa armonia.
E a chi “sa” chiedo supporto, accoglienza, amore nel rilevare, mattoncini della mia casa in prestito.
La abito accudendo con attenzione, dettaglio e persistenza.