Si sto bene

 

lontano da tutti sto bene, le energie sembrano tornate insieme ad una certa continuità e capacità di mantenere un ritmo senza cadere in grosse valli torpide, come invece mi capitava negli ultimi tempi. Un collega, un’amica, una testimonianza occasionale, molti hanno confessato di aver raggiunto il punto in cui avevano voglia di rompere con il ritmo, di mollare il mondo del quotidiano.

E’ + facile fare l’eremita in Tibet che in città, mi ha detto il mio medico. Ma, non so, penso io, in Tibet fa freddo, io do fuori di testa dopo 3 giorni sulle Dolomiti…

Comunque, non vivo in città ma nella profonda campagna di una città di provincia, meglio del Tibet; ho l’acqua calda, un letto comodo e una vista sui campi agli antipodi del regno della meditazione, la pianura a perdita d’occhio.

Non parlo con nessuno, ma quando passeggio con i miei cani o impasto il pane o lavoro in giardino i mei pensieri si affollano come scarafaggi al sole e il sole, il sudore e un po’ di fatica, li riducono al silenzio.

Da qualche tempo il cuore mi salta nel petto come se fossi spaventata, ma è solo lui, il cuore ad esserlo. Lo interrogo ma non mi racconta. Cerco di capire come e quando ma non c’è un movente, all’improvviso si piglia male e scalcia un po’.

Forse è solo una calma apparente, forse nel profondo sono + veloce di quanto lo sia mai stata.

All’assurdo e all’orrore non c’è mai fine. C’e una versione per ogni paese, per ogni guerra, per ogni epoca, per ogni etnia.. L’unica giustizia sta dentro di noi. Conoscere la mia rabbia, la mia intolleranza, la mia violenza, diventa una risposta al perché di tante ingiustizie bestialità e orrori.

Lo scrivevo qualche tempo fa, mentre avevo deciso di fare un voto del silenzio per un mese. Adesso sono in piena crasi diarroicovomitatoria. Comunque si in barba all’evidenza sto bene.

Sono costretta a fare quello che voglio: starmene a casa a fare niente!

Ci sono molti esperimenti che si possono fare, uno di questi è andare in vacanza con amici non particolarmente amici e vedere l’effetto che fa

Un altro è di rimanere a casa mentre tutti gli altri sono in vacanza per incontrare  se stessi o almeno provarci.

La solitudine è una cosa rarissima, ci sono troppe interferenze, dal cellulare al computer alla tv. Come si fa a dire che siamo soli se ogni pochi attimi una notizia ci raggiunge e + spesso che no abbiamo lo strumento per rispondere ?

E’ per questo che è+ facile fare l’eremita in Tibet, ma io chi sono?

Mi sento come in quella canzone di Gaber dove non importa cosa faccio o cosa dico, ma se riuscissi ad essere sincero ammetterei sempre e comunque che lo faccio per me e solo per me. A volte agendo d’impulso si fanno cose senza senso e senza un ritorno.

L’eroe quasi sempre agisce così, perché se ci pensasse un attimo, se dovesse scegliere, sarebbe trafitto da mille dubbi perché questa è la tecnica adottata dal nostro ego per non distogliere mai il focus da se stesso.

Come si fa ad agire lucidamente d’impulso senza una ragione egoistica, ma solo perché quella è la cosa da fare?

In un famoso Film Al Pacino, nei panni di un veterano di guerra cieco, tenta di togliersi la vita al culmine di un weekend di trasgressione. Salvato dal suo giovane e puro accompagnatore, decide di difenderlo durante un processo probatorio universitario. Arringando l’ateneo dice che lui ha sempre saputo, trovatosi a un bivio, qual era la scelta giusta, ma che non l’ha mai imboccata, perché era troppo dura.

Beh mi accontenterei anche di questo risultato, di sapere chiaro come una O su un foglio bianco, tutte e volte che non sto facendo la scelta giusta.

Io scelgo ogni giorno milioni di cose, quasi sempre di fretta, quasi mai presente a me stessa, sicuramente non in assenza di giudizio. Forse un gran bell’esperimento sarebbe non prendere + posizioni o almeno ridurle al minimo indispensabile. Per farlo immagino ci siano due strade

scegliere di avere fede o scegliere di non averne nessuna.

la seconda, la più difficile…ed eccomi davanti a una scelta