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Cape town

Sabato 3 agosto abbiamo messo piede per la prima volta sul suolo sudafricano. Siamo in Africa, testa in giù rispetto all’Europa eppure nulla sembra drammaticamente diverso. La fila per passare la dogana è immensa, ma quelli come noi che hanno un bimbo sono favoriti e dopo nemmeno cinque minuti veniamo condotti in un ufficio a parte, ci fanno accomodare mentre un ufficiale di polizia bianco si occupa delle formalità. I bagagli non tardano a comparire sull’affollatissimo nastro, all’uscita ci aspettano due ragazze dell’agenzia immobiliare. Ci accompagnano a ritirare il cane con un microbus. Jobbe non è più nella sua gabbia ma in un’altra di legno fornita dalla BA: costerebbe oltre duecento mila lire ma la nostra accompagnatrice è irremovibile e quindi le risparmiamo totalmente decidendo di rispedire alla BA la cassa di legno stile animale feroce.DSC_0013.JPG
Il tempo è bello: limpido con un sole che sembra quello di montagna, ti scotti ma non fa caldo. La città vista dall’autostrada è un misto di ogni metropoli che ho visto nel mondo. Forse ce l’aspettavamo più piccola, più africana, ammesso che il nostro concetto di africano significhi qualcosa nella realtà.
Arriviamo ad Out Bay, che letteralmente significa la baia fuori. Le montagne alte e spoglie che la sovrastano, la vegetazione ricca e curata, le case arrampicate sul costone la fanno assomigliare ad uno dei molti luoghi ameni sulla costa francese. La casa è in stile vittoriano, il giardino piccolo e terrazzato dal quale accediamo alla sala ampia e con un bel balcone soleggiato. Ci colpiscono I colori dell’arredamento anche questo molto mediterraneo. La cucina a cui si accede sia dalla sala che dal corridoio, è ampia e piena di luce, con un isola centrale che la rende armonica e funzionale allo stesso tempo. La nostra camera da letto ha un bagno piuttosto originale con la vasca al centro della stanza e una doccia formato famiglia. Una parete di legno laminato in metallo divide il bagno dalla cabina armadio attraverso la quale si accede alla camera. Tutta bianca invasa dalla luce che entra dalle tre finestre e con tocchi di colori dati da piccoli quadri alle pareti che richiamano I colori dei cuscini sulla coperta bianca anch’essa.
La camera del piccolo lupo, adiacente alla nostra ha un grande letto imbottito e come tutte e cinque le stanze da letto ha il suo televisore e la sua poltroncina In vimini. Ci sta come un re.
La piscina è minima ma abbiamo già capito che Giobbe l’ha adottata come vasca da bagno personale.
La vista dalla camera e dalla sala si apre sulla spiaggia bianca spazzata dalle onde oceaniche. Dal bagno vediamo le montagne sovrastanti. Un paesaggio proprio niente male.
Pranziamo in un piccolo caffè a cinque minuti da casa, facciamo un po’ di spesa e tra una cosa e l’altra ci ritroviamo sotto le coperte appena scende il sole.
Sono passati dieci giorni dal nostro arrivo. Abbiamo affittato una macchina con la guida a destra e non facciamo che ricordarci l’un l’altro da che parte della strada bisogna guidare. Abbiamo visitato la città e alcuni dei paesi vicini. Uno di questi è praticamente un porto pescherecci. Il pesce si compra molto bene ed è divertente andare a curiosare nei cantieri. La maggio parte del lavoro viene fatto artigianalmente e I pescherecci hanno degli scafi enormi a guscio di noce che pescano più di un traghetto.
Bimbo Lupo è affascinato dalle nuove cose che vede e la sera invece di WOODY gli prendiamo un video di Walt Disney quello che gli piace di più è la carica dei 101 che abbiamo dovuto comprargli, in inglese naturalmente.
Qui la gente è molto gentile, se entri in un negozio per chiedere un’informazione subito trovi qualcuno che ti da una mano, un suggerimento: oggi per esempio sono andata in farmacia per chiedere l’indirizzo di un pediatra e una signora che si trovava li per comprare delle medicine subito mi ha dato il nome del suo. Al supermercato spesso non troviamo quello che la cuoca ci dice di comprare e, incredibile, da dietro il bancone della carne, di un supermercato grande come l’Euromercato, esce un inserviente e ci accompagna scaffale per scaffale a cercare quello che ci occorre. E’ come se la gente avesse sempre tempo e voglia di essere d’aiuto.
La città è molto grande e ce n’è davvero per tutti I gusti, lo stesso si può dire per le case.
Grandi piccole, nuove e vecchie con prezzi che vanno dalle 900.000 ai 4.000.000, c’è solo l’imbarazzo della scelta e chiaramente un sacco di tempo per correre da una parte all’altra.
Lupetto ha imparato a dire un sacco di cose nuove e ad usare I verbi. Inutile dire che comincia a scimmiottare I primi suoni in inglese data la frequenza con cui guarda I cartoni animati.
Non beve più camomilla ma solo latte: quasi un litro al giorno.
La cucina locale gli piace molto e mi sa che dovrò imparare anch’io a cucinare alcuni dei suoi piatti preferiti come la casseruola di pollo o la torta di patate e carne trita.
Potrei andare avanti a raccontare per sempre ma se voglio spedire devo assolutamente terminare.
Oggi ci hanno chiamato degli amici che forse verranno a trovarci a novembre. Noi a dicembre andremo in Namibia con la macchina e probabilmente passeremo un natale e un capodanno a 40 gradi. Speriamo che possiate venire presto a trovarci anche voi. Ci stiamo informando per I vitigni, dite pure a zia Silvia che presto riceverà notizie.