the social network

Tucson, Arizona, all’angolo del supermercato di quartiere, freddata con un colpo alla testa, Gabrielle Giffords e altri 5 passanti
Madre di due figli, una carriera politica democratica, era tra gli obbiettivi della mappa/tirassegno, pubbilcata da Sarah Palin su facebook

La deputata versa in gravi condizionima non è ancora morta, ma su FB è gia stata creata la pagina “ci mancherai”. Il responsabile dell’attentato è un bimetallista

Maipagura

E’ un esortazione a farsi coraggio, detto in modalità pavese. Oggi ne avevo proprio bisogno, e si, ce ne vorrebbero di+ di posti così, dove passa la paura di quello che si è fatto, detto, lasciato, cominciato.

Mi sono seduta e subito è arrivato Luca, “vuoi mangiare, sei sola?”

fa piacere essere accolti con un sorriso “no siamo in due e si vogliamo mangiare” Oggi, lo faccio raramente, ho scelto il tavolino da tre. Di solito mi siedo nell’angolo a destra del grande tavolo condiviso davanti al bancone, ma oggi, il posto era occupato e forse, anche io avevo bisogno un po’ di stare x i fatti miei (io sono nata il 30 di aprile e questo fa di me un toro. )

In un  bar uno va per consumare, ma anche per incontrare, per non sentirsi solo, per condividere. Sarebbe lo stesso a casa di un amico? Teoricamente sarebbe meglio, ma l’amico non sempre è pronto ad accoglierti, se poi è qualcosa + di un amico le cose si complicano un tantillo.

Allora meglio un bar, dove la condivisione, anche grazie ai grandi sorrisi di Luca e Giovanni fa parte dell’offerta, in qualche modo, anche se non ha prezzo, sta nel menù.

Oggi mi mangio un piatto, non ho voglia del panino veloce e qui ne fanno di buonissimi voglio coccolarmi un po’ ho indugiato sin troppo nel maltrattarmi, forse avrò fatto bene , anzi indubbiamente, lo so sono patetica!

Arriva Simona con una rosa, si perché oggi le rose te le regalano le amiche, a ballare, ti invitano le amiche, gli uomini vogliono tutti essere anticonvenzionali. Che orrore! Ma come faranno quelli che vengono dopo di noi? Passeranno la vita in un bar eterno, torneranno alla casa degli uomini? Come è tradizione in alcune popolazioni indigene?

Se c’è una cosa che ho imparato è che le donne si truccano e si acchittano, in qualche modo mentono sulle qualità del proprio corpo, gli uomini invece si stravolgono completamente: diffidate di quelli che parlano fitto fitto al primo appuntamento, facilmente hanno esaurito tutto quello che avevano voglia di dirvi.
Voglio dare un consiglio, magari a me stessa, la prossima volta che ti capita di trovarti in una situazione, diciamo non esattamente comoda, fai come fanno tutti gli altri, stai zitta e fatti i fatti tuoi, così potrai fare come meglio credi senza dichiarare inutili palle in buca. che poi queste palle si sgonfiano e ci ritroviamo come al solito poi

lugano

La svizzera, quella italiana, quella che noi della bassa in qualche modo ci vien facile di ricordare. Banche e cioccolato, questo è ciò che tutti sanno, ma noi siamo andati a guardare + da vicino frammenti di giappone. Le foto di Haraki, per cominciare, familiarizzando con la la parola kimbaku che in occidente traduciamo Bondage, con il CONCRETO del GUTAI , con l’Ineffabile perfezione della scuola di fotografia all’albumina di Felice Beato, e con le incredibili immagini della primavera, SHUNGA . Siamo stati accompagnati, grata al mio lavoro, a tutti cololoro che hanno passione per ciò che fanno, senza rischiare di perderci in trduzione.

L’arte è quell’urgenza di portar fuori ciò che è dentro, di rendere sensibile e visibile ad altri che noi stessi ciò che nel + profondo ci riguarda .

Mi è parso di capire che l’arte, è arte perchè ha un mercato, mi è parso di intendere che il denaro ha vicariato, all’arte, il suo potere e il suo status , mi si è fatto intendere che l’arte, come il denaro, necessita di libera circolazione, hanno suggerito che per garantire neutralità all’arte e al suo status occorre tradizione, tradizione nel dimostrarsi irremovibili rispetto alle motivazioni che altri accoglierebbero come sensate, e toglierebbero al forziere la sua forza,

La passione e quindi anche l’amore, ha strane forme e assurdi modi di rendersi visibile, la mia esperienza di Lugano: un assoluto privilegio.

Chad, il seguito

I Chadiani sono bella gente, il loro paese un po’ meno.

Gli uomini sono alti, hanno un portamento elegante e una apparente serieta’, le donne, da brave musulmane, si vedono poco. Dal punto di vista culturale, di usi costumi, simpatia ed interesse, non é che mi dicano molto.

Diciamo che tendono a farsi i fatti loro e non sono particolarmenti disponibili o incuriositi nei confronti dello straniero. Tra la gente del posto e noi si instaura un rapporto piu paritario, nel quale spesso non ascoltano quel che dici e non fanno quel che chiedi.

La settimana scorsa, dopo che non sono stato preso a bordo dall’ aereo bastardo, sono salito di corsa sul camion che portava il nostro materiale alla base di Goz Beida. Due giorni di viaggio in un paesaggio desertico, una notte a gelare sotto le stelle e una colazione a base di cuore e fegato di capretto.

La cosa interessante é stata la nostra sosta, bagnata, per la notte:

Ci siamo fermati a meta’ strada in un villaggio di tettoie, nemmeno capanne, e abbiamo avuto la fortuna di incontrare una delle prime piogge di questa stagione. Il vento ha buttato giu’ tutti i ripari, l’unico modo per rimanere asciutti era entrare nel camion, infilarcisi sotto, oppure coprirsi con teli di plastica.

La gente del posto usava quest’ultima tecnica. Centinaia di persona, a casa loro, avevano come unica protezione dei teli di plastica e le famiglie si coprivano fino a quando l’acqua non cessava. Passato il vento e rispuntate le stelle la gente emergeva ridendo da sotto i teli UNHCR sistemando le tettoie che sarebbero servite contro il sole dell’indomani.

Le temperature stanno calando, il clima é secco e penso che oramai si stia meglio qui che non in pianura padana. La vita, al momento, non é particolarmente eccitante, mi muovo parecchio tra le nostre tre basi nelle quali pero’ mi rinchiudo una volta arrivato a destinazione. Piano piano il mio lavoro diventa piu dinamico, metto il naso fuori casa e inizio ad assaporare la vita del posto. Ho gia potuto giocare a calcio tre volte, un pareggio e due sconfitte per la cronaca. Ho potuto anche fare un giro in moto, rigorosamente fuori pista dove ho rimediato una caduta ed una bucatura.

Il cambiamento pare esserci stato, l’artefice si è mosso, ad Ottobre saro’ nel pavese e la strada da percorrere via terra sara’ un’ altra.

Saro’ nuovamente disoccupato. Ad Ottobre giardinieri ed imbianchini non hanno mercato, gli alberghi sono chiusi, l’Italia diventa sempre piu cara, io sempre piu tirchio. Meglio muoversi per tempo e iniziare con gli annunci di lavoro.

offresi.

nuovo PSR

FEUDALESIMO: Hai 2 mucche. Il tuo signore si prende parte
del latte.
SOCIALISMO PURO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e le mette in una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri. Tu devi prenderti cura di tutte le mucche. Il governo ti da’ esattamente il latte di cui hai bisogno.
SOCIALISMO BUROCRATICO: Hai 2 mucche. Il governo le prende
e le mette in una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri. A prendersi cura di loro e’ un gruppo di ex allevatori di polli. Tu devi prenderti cura delle galline prese agli ex allevatori di polli. Il governo ti da’ esattamente il latte e le uova di cui i regolamenti stabiliscono che hai bisogno.
FASCISMO: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe,
ti assume perche’ te ne prenda cura e ti vende il latte.
COMUNISMO PURO: Hai 2 mucche. I tuoi vicini ti aiutano
a prendertene cura e tutti insieme vi dividete il latte.
COMUNISMO RUSSO: Hai 2 mucche. Tu devi prendertene cura,
ma il governo si prende tutto il latte.
DITTATURA: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe
e ti spara.
DEMOCRAZIA DI SINGAPORE: Hai 2 mucche. Il governo ti multa
per il possesso non autorizzato di due animali da stalla in un appartamento.
REGIME MILITARE: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe e ti arruola nell’esercito.
DEMOCRAZIA PURA: Hai 2 mucche. I tuoi vicini decidono
chi si prende il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: Hai 2 mucche. I tuoi vicini
nominano qualcuno perche’ decida chi si prende il latte.
DEMOCRAZIA AMERICANA: Il governo promette di darti 2 mucche
se lo voti. Dopo le elezioni, il presidente e’ messo sotto impeachment per aver speculato sui “futures” bovini. La stampa ribattezza lo scandalo “Cowgate”.
DEMOCRAZIA INGLESE: Hai 2 mucche. Le nutri con cervello
di pecora e loro impazziscono. Il governo non fa nulla.
BUROCRAZIA: Hai 2 mucche. All’inizio il governo stabilisce
come le devi nutrire e quando le puoi mungere. Poi ti paga per non mungerle.
In seguito le prende entrambe, ne uccide una, munge l’altra e ne butta via il latte. Alla fine ti costringe a riempire alcuni moduli per denunciare le mucche mancanti.
ANARCHIA: Hai 2 mucche. O le vendi a un prezzo equo, oppure
i tuoi vicini provano a ucciderti per prendersi le mucche.
CAPITALISMO: Hai 2 mucche. Ne vendi una e ti compri un
toro.
CAPITALISMO DI HONG KONG: Hai 2 mucche. Ne vendi tre alla
tua societa’ per azioni, usando le lettere di credito aperte da tuo cognato presso la banca. Poi avvii uno scambio debito azioni con un’offerta pubblica, e riesci a riprenderti tutte e quattro le mucche con uno sgravio
fiscale per il mantenimento di cinque mucche. I diritti sul latte di sei mucche sono trasferiti tramite un intermediario panamense a una compagnia delle Isole Cayman di proprieta’ dell’azionista di maggioranza, che rivende alla tua Spa i diritti sul latte di tutte e sette le mucche. Il bilancio annuale afferma che la societa’ e’ proprietaria di otto mucche, con un’opzione sull’acquisto di un’altra. Nel frattempo tu uccidi le due mucche perche’ il latte e’ cattivo.
AMBIENTALISMO: Hai 2 mucche. Il governo ti vieta sia di
mungerle che di ucciderle.
FEMMINISMO: Hai 2 mucche. Loro si sposano e adottano un
vitellino.
TOTALITARISMO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e nega
che siano mai esistite. Il latte e’ messo fuori legge.
POLITICAL CORRECTNESS: Sei in rapporto (il concetto di
“proprieta'” e’ simbolo di un passato fallocentrico, guerrafondaio e intollerante) con due bovini di diversa eta'(ma altrettanto preziosi per la societa’) e di genere non specificato.
CONTROCULTURA: Ehi, capo… tipo che ci stanno due mucche.
Oh! Devi proprio farti un tiro di ‘sto latte.
SURREALISMO: Hai due giraffe. Il governo ti costringe
a prendere lezioni di fisarmonica
SOTTO WINDOWS 95/98: Hai bisogno di un po’ di latte: provi
a mungere una vacca, ottieni il messaggio “Errore di generale di protezione al corno FFFFF, se il problema persiste contattare il fornitore del bovino”, e ti si impiantano tutte e due le vacche. Su Internet trovi
che è possibile aggiornare i drivers, scaricando il file “Cow_OK.dll”, di 18 mega. Dopo un paio d’ore di modem, lo inSTALLI, fai ripartire le vacch… pardon, il sistema, il quale non riconosce più le mammelle. Allora devi reinSTALLARE tutto daccapo: formatti (a bastonate) le vacche, installi WIN95, a quel punto provi a mungere, e ottieni latte rancido. Abbatti le due vacche e vai in vacanza all’Hotel Flamingo

Chad

Ciao a tutti.
Rieccomi su questo Blog, perchè sono finalmente in partenza.
Dopo sei lunghi e controproduttivi mesi finalmente aria di cambiamento anche dalle mie parti.
Mentre Tabata è tornata nel pavese alla ricerca della sua strada io sono rimasto aspettando che la mia si liberasse.
Venerdi prenderò un volo che mi porterà a Ndjamena, capitale del Chad, da li raggiungerò Abechè e quindi Goz Beida. Per quattro mesi sarò basato in un campo profughi a 30 km dal confine Sudanese, ad occuparmi di logistica per la oramai famosa regione del Darfur.
Sono contento di partire, di lavorare e ritrovare quegli stimoli che ultimamente si perdevano tra letto, internet, televisione e qualche birra.
Devo ammettere che, nonostante la voglia di lavorare, e guadagnare, sia molta, il mio primo stimolo è il progetto che seguirà la fine del mio contratto:
Chad, Niger, Mali, Senegal, Mauritania, Spagna, Italia. To Italy overland insomma, partenza OttobreNovembre.
In realtà non è che debba tornare in Italia e forse la meta cambierà. Il problema è che sembra quasi impossibile andare a Nord (confine libico of limits e minato), Sud (Repubblica centrafricana troppo instabile e confine minato), Est (guerra in Darfur). Non mi restano molte alternative ma non è da escludere una strada alternativa. Se riuscissi a raggiungere Kartoum allora poi potrei andare in Egitto e nuovamente in medioriente.
Insomma, mi piace sognare ma so bene che da qui ad Ottobre tutto può cambiare.
Chissà se Tabata sarà artefice del cambiamento….
Per adesso comunque mi devo concentrare sul lavoro, i nuovi viaggi sono ancora una fantasia, e un segreto.
Ai miei datori di lavoro ho solo potuto dire che rinuncio al biglietto di ritorno. Anche se una volta finito il contratto loro, come si dice, “non possono essere ritenuti responsabili delle mie azioni” non mi sembra ancora il caso di rendere noti i miei progetti.
La persona che mi ha voluto assumere era una conoscenza del Pakistan, ci eravamo incontrati ad Islamabad, aveva apprezzato il fatto che fossi arrivato via terra ed ha anche avuto modo di vedere parte del lavoro che ho fatto. Lui aveva provato a tornare in moto dal Pakistan all’Italia ma gli hanno rubato il mezzo in Iran.
E’ stato da poco trasferito in Africa e mi ha contattato quando ha visto la mia application presso la sua organizzazione.
Un pò di culo ogni tanto ci vuole.

Spero di scrivere molto anche durante questi 4 mesi, vorrebbe dire che avrò una vita interessante.
A presto.

Eroi, martiri e ignoti soldati

Non si sa bene perchè le emozioni si sentano nel petto. Forse si sa , sono io a non saperlo. È per questo che associamo il cuore ai sentimenti?
Ho Incontrato il Cardiologo Prof. F. (che si occupa di sostenere in prima persona un’associazione senza scopo di lucro a favore di bambini cardiopatici nel mondo)

sembra che la mortalità infantile dovuta a questo tipo di patologia sia tra le emergenze nel mondo dopo fame, infezioni, carenza di acqua.

Dalla piccola esperienza che ho nel campo, mi sono fatta l’idea che chi lavora per la cooperazione e lo sviluppo cerchi emozioni e se la strada per sentirsi vivo e giusto è la soluzione dei problemi di sopravvivenza altrui, ben vengano i problemi. Anch’io nel mio piccolo ruolo di ignoto soldato sono andata all’appuntamento con la speranza di ricavarne emozioni e, va da se, fare il mio lavoro.

Non abbiamo fatto giri in reparto, non ho messo le mani ne gli occhi su nessun corpicino offeso. Mi sono seduta ad una scrivania di noce e come al solito, lui ha parlato e io ho solo pensato.
Lui diceva quanti bambini aveva o avrebbe potuto operare, bambini con malformazioni congenite, che “meritano di vivere”. Io pensavo a quante probabilità di sopravvivenza post operatorie avevano questi bambini una volta tornati a casa. Lui mi faceva vedere foto di mamme con le loro creature :“sono persone dignitosissime” e io pensavo a quale dignità ci può essere nel cuore di una donna il cui figlio è destinato a morire mentre quello che porta nel grembo avrà probabilmente la stessa sorte, grazie a ordigni e veleni di cui il suo paese natale è stato disseminato.
Lui parlava di ciò che avrebbe voluto fare, organizare, migliorare e ottenere, e di quanto aveva predicato ad ogni porta politica e burocratica per averne in cambio solo parole vuote e nessun reale aiuto, “faccio quello che posso con il piccolo aiuto che mi danno le aziende e le persone che hanno un cuore”. Io pensavo che conosco giovani in gamba che hanno girato il mondo in cerca di un occasione molto + banale di quella che ha avuto lui. Pensavo che non importa quanto piccole o grandi siano le ambizioni, la frustrazione è sempre troppo grande per ogni vecchio o giovane cuore.

Il professore mi mostra uno slide show del suo operato nel mondo, mi parla di riconoscimenti ottenuti da leaders di altri paesi, poi si gira ed estrae dal cassetto una foto. Me la porge e dice chi è questo? Io vedo due uomini che si stringono la mano. I loro profili quasi intenti a dare la schiena. Uno dei due dev’essere lui stesso, lo intuisco + che vederlo e l’altro… “chi è?” mi chiede lui “chi è?” gli rispondo io e mentre lo dico so che sto dicendo la cosa sbagliata “ma è Gheddafi naturalmente! “ e prosegue spiegandomi che le sue sono anche missioni di pace e speranza in quei paesi che noi consideriamo nemici.
Adesso, mentre scrivo, vedo quest’uomo entusiasta che affonda le sue mani guantate di lattice in piccoli toraci aperti e sanguinanti, e penso all’emozione di giocare a fare Dio che prova ogni volta che il bisturi incide la pelle bianca o nera di un corpo per “arivare al cuore”. E penso che per quel tipo di emozione molti sarebbero capaci di uccidere e lo hanno fatto.
Penso che il bene e il male sono nella stessa coppa e che dipende da che parte uno beve. Penso che ci vorrebbe un premio al valore per quell’esercito ignoto di idraulici ragionieri, infermieri, muratori e spazzini che hanno voglia di fare il loro mestiere invece di pensare che questa vita è costellata di fogne inesistenti, bilanci che non quadrano , malati che non guariscono, case che non stanno in piedi e strade eternamente sporche.
Penso che la ragione del nostro stare al mondo dovrebbe essere “fare le cose” allora tutto avrebbe un senso, perchè le cose si fanno ogni giorno.
Penso che a tutti piacerebbe pensare alla propria vita come in quella pubblicità della Rai dove ognuno è un eroe, un protagonista, per aver fatto quello che fa.

Lo sapranno quei bambibi dai piccoli corpi attraverasati da tubi che oggi come domani saranno famosi testimonial della miseria nel mondo, eppure, nessuno mai si ricorderà delle loro facce, meno ancora delle loro storie?

la navetta del tempo

Non stiamo parlando di dischi volanti ma di tempo che vola e noi che non ci saremo + e oltre a noi anche i figli dei nostri figli. A chi di noi piacerebbe sapere chi e che cosa faceva un consanguineo vissuto quei 500/1000 anni prima del 2007?

un messaggio in bottiglia che ci raggiunge attraverso il tempo. In realtà un contenitore che nel suo ventre nasconde oggetti che raccontano chi siamo stati e cosa facevamo per occupare il tempo, oltre a scavare buche e giocare alla caccia al tesoro del millennio.

A questo progetto proposto da Flavio, tutti possono partecipare contribuendo – in una prima fase test finalizzata a sperimentare la possibile depauperazione degli oggetti (carta, foto, batterie, legno ecc) da parte di aggressori tipo clima, animali, gente che scava senza permesso ecc..- con “messaggi per i posteri”
In sostanza mettiamo a disposizione un contenitore stagno che rimarrà sepolto per un anno, una punta di spillo comparato a qualche secolo, ma un po’ dovrebbe aiutarci a capire come conservare le cose perchè non vengano disperse nell’ambiente.

Oviamente si accettano suggerimenti sulla longevità e possibilità di lettura dei supporti utilizzati per tramandare le nostre memorie.

Aspetto commenti e suggerimenti (anche pratici su come siggillare e conservare l’involucro): la data di sepoltura è prossima

Nbi e routine

Ciao Lulops

E’ vero, da quando ho finito I miei viaggi manco da questo blog. Ho una scusa, scontata, non ho molto da raccontare.

La vita di Nbi e’ molto piu’ vicina a quella del pavese che non a quella del viaggiatore. Guardo la tele, esco la sera, incontro amici, consumo.

La ricerca di lavoro procede male, Nbi non e’ la piazza che mi aspettavo e di trovare qualcosa non se ne parla. Al momento faccio una internship alla GTZ, mi occupo di questioni logistiche per un progetto di conservazione energetica.

In pratica non faccio niente.

Dovevo produrre 100 stufe in argilla ed adesso che le ho commissionate, passo le giornate a cazzeggiare su internet, alla ricerca di un lavoro vero. Non mi pagano.

Tabata e’ oramai di base a Malindi, non e’ in cinta, e si sta occupando della ristrutturazione della nostra casa. Ogni tanto sale lei e ogni tanto scendo io.

Se il tuo sogno inquieto fosse premonitore potrebbe essere di buon auspicio, ho spesso fantasticato di fare cose losche. Ammetto di aver mandato il mio CV anche alla CIA (incurante del fatto che la prima domanda chiedesse se si e’ americani, discriminante fondamentale per poter applicare).

Mi piacerebbe un po’ di azione, magari pagata.

Le prospettive per il futuro sono ancora nebulose, tra qualche mese ci scade il visto e dobbiamo lasciare il paese. Mentre Tabata e’ abbastanza convinta di dover tornare in Italia, a fare l’esame di stato ed un po’ di esperienza, io sono convinto che faro’ l’impossibile per non doverci tornare.

Penso spesso al Pakistan, un posto di merda dove vorrei tornare. Si tratta del paese dove, fino ad oggi, mi sono sentito piu’ vivo, piu’ cowboy e avventuriero, piu’ appagato. Probabilmente sara’ Peshawar la mia prossima meta.

Prima di quel giorno Tabata ed io pensavamo di andare a Zanzibar, a riprenderci dallo stress dei nostri uffici e delle nostre carriere.

 
Poi tanto cambiera’ tutto di nuovo e chissa’ dove andremo a finire.

 
Un saluto a tutta la cascina, in particolare a Giorgino.

P.S. A me’ continuano ad arrivare un sacco di Track back su post vecchi. Vuol dire che ci hanno bombardato il sito?

Caro Martin chi sa se leggi ancora elasticgirl, sicuramente non ci scrivi +, ci sono periodi up e down per ogni cosa diciamo che questo povero blog ha visto tempi migliori.

Questa notte ti ho sognato e siccome io di solito sogno donne che rimangono incinte o che danno alla luce credo che siate sollevati di sapere che non ho sognato Tabata.

Comunque era un sogno strano e inqueto dove tu avevi a che fare con qualcosa di losco ma non ricordo molto perchè mi sono svegliata e poi le cose hanno cominciato a dissolversi nella nebbia di Boschi.

Si questa mattinac’era la nebbia e speriamo proprio che il sole riesca a vincere le nubi perchè sono stufa di farmi pungere dall’agopuntursta che midice, e credo sia vero, che sono piena di umidità.

Che novità?

Abbiamo innaugurato il nostro piccolo ciclo di letture compartecipate, qualsiasi cosa voglia dire, comunque si sta un po’ insieme, si legge, si dicono cattiverie e cose sagge e anche un sacco di cazzate. C’è chi dice che dovremmo recitare, chi cantare e chi si accontenta gode tra le quali io.

Faccio un piccolo “a parte ” per Carla se mi leggi ti ricordi di che si discuteva nell’orto metre le zanzare discutavano tra loro chi delle due avesse + buon sangue? Bhe credo che ci siamo e forse sono riuscita ad affrontare la cosa non affrontandola affatto. Ho scelto il percorso di Santiago la fede mi aiuterà a superare gli ostacoli. Ma che scelta ho?

Quest’hanno abbiamo piantato il doppio dell’orto e suppongo che potremmo sfamare tutti gli ospiti del caso anche se da quanto ho capito della famiglia del TUDESCH forse vedremo Giulia…però non sperate di stare tranquilli perchè potremmo sempre decidere di venire noi a trovarvi.

un bacio a tutta la band

Priscilla

Ps vi mando presto una foto della nostra banda e i nuovi affiliati

il tempo

se uno si facesse affliggere dal tempo perso allora dovrebbe rinunciare a muoversi.

Per andare dal punto a al punto b il tempo è necessario ma quanto tempo di permanenza tra i vari punti

Sono in aereoporto dalle 11 e forse per le 18 partirò per la mia destinazione. arriverò a toccare terra alle 20 e ripartirò domani alle 12

tempo di viaggio 12 ore circa tempo di permanenza compreso sonno 12 ore

In + il pc in dotazione nella saletta vip fa schifo e si riesce a stento a battere sui tasti.

Cara Carla

perdona il mio assenteismo ingiustificato
Non scherzare, la tua camera è li che ti aspetta,magari un po’ chiusa e impolverata

Ho chiesto al papà di Tabata di dare un occhiata alla macchina, di cui credo avrai bisogno, staccare la batteria è sicuramente un ottima precauzione ma poi si suppone che uno la sappia riattaccare e se si trattasse di me avrei qualche dubbio.
Tabata mi è venuta a trovare e abbiamo parlicchiato un po’ di tutto ma specialmente della residenza di Boschi.

Qui si sono tutti dati all’edilizia il mattone va + del pane sempre tutti occupati e molto cari, gli operatori palazzinari, per non parlare degli artigiani ai quali chiedi preventivi prima di natale e non se ne sa nulla nemmeno per pasqua.
Tra tutte le esperienze di ristrutturazione la persona che + mi è semrata appagata (non ho sentito lamentele, ma elogi) è Corinna Colombo. Forse quando vieni potresti scambiare due chiacchiere con lei che a quanto ne so ha fatto tutti interventi conservativi ma proprio per questo a mio avviso difficili da realizzare e questo mi fa pensar bene degli operatori che ha scelto.

Ho molta voglia di vederti, cerca però di darti una sbiancata prima di arrivare o i geometri locali ti prenderanno poco sul serio (è la condanna di chi vive sudandosi il pane al sole) e se li trovi portami qualche seme di piretro
priscilla

amiche di downunder

Ciao Brbara,
è sempre un piacere sentirti,
Da questa parte del globo come saprai dal mio blog succedono forse le stesse cose che da qella a testa in giu solo che le giornate in inverno sono molto corte e il tempo sembra passare + velocemente.
Come si sono evolute le questioni familiari?
Tua madre? Giorgio?
Spero che venendoin italia tu riesca a ritagliarti un po’ di tempo magari per passare qualche giorno qui da noi
Questo per me è il periodo peggiore dell’anno perchè si apre la voragine bdjet da fare per l’anno fiscale in corso.
Sono sempre fra computer(proposte, ordini, acquisti) e visite ai clienti.
Spesso penso alla mia vita da australiana spensierata con pochi pensieri e quasi niente da fare tutto il giorno.
Non mi lamento perchè le cose vanno bene ma non posso non notare che giorno dopo giorno il mio corpo e la mia mente subiscono trasformazioni permanenti.
Vorrei avere un week end che durasse almeno una settimana e un paio di mesi di vacanze all’anno.
sono le 5 di mattino qui e io non riesco a dormire, probabilmente tu ti stai preparando ad andare a letto, li è ancora estate, qui inverno. insomma siamo proprio agli antipodi.
é qualche giorno che un’altro vitello(più in carne , con corna e il resto) si è stabilito da noi, bruca nell’orto, dorme nella gabbia dei polli. Io amo tutti gli animali ma le vacche fnno un sacco di cacca e vicino a loro ci sono mosche anche d’inverno. Basta questo per farmi riflettere sui motivi dell’intolleranza, quello che è troppo diverso da noi o lo assimiliamo( na vacca è un po’ difficile da rendere nostro simile) o lo assoggettiamo(alleviamo trinceriamo, macelliamo) Questa vacca che è venuta in vacanza da noi ci mette in crisi, non sappiamo come comportarci, parliamo più della vacca che di tutto il resto della nostra incasinata vita, come se fosse un sassolino incastrato tra le noste mucose di mollusco.
Ripensando a Sydney me la figuro proprio come un grosso mollusco pieno di sassolini diventati perle irrorate dalla saliva dell’indifferenza, dove tutti curano il loro piccolo spazio e nessno perde tempo a provare a calarsi nella realtà dell’altro. Tutti lucidi e un po’assopiti, sprofondati nel confort rigenerante e morbido della grossa conchiglia che provvede per tutti generando ogni giorno ricchezza.

Dammi tue nuove, via blog o mail come preferisci ma dimmi di te
he ne è di Barbara? raccontami di tutti
un abbraccio
Priscilla

Nairobi

Ciao amici.
Come vedete ora che ho smesso di viaggiare la vita diventa piu’ monotona, non ho molto da raccontare poiche’ le giornate si ricalcano sempre piu’.
La nostra ricerca di lavoro non sta dando i suoi frutti. Mi dicono di essere paziente e lo sono. Non sopporto andare in giro a dover quasi elemosinare un lavoro. Io mi presento, la gente e’ molto disponibile. In ufficio vedo tante persone, spesso giovane, alla quale e’ stata fatta inizialmente fiducia. A me’ dicono che vedranno se mi trovano qualcosa. Sembra quasi che io stia chiedendo favori mentre invece penso di poter dare un contributo nel campo della cooperazione.
In realta’ un piccolo lavoro lo ho trovato, solo che e’ gia’ finito.
Gli scandalosi telegiornali italiani penso non abbiano quasi parlato del Social Forum di Nairobi. Lo faccio io.
Ho scritto un articolo al giorno per una ONG italiana, world-friends, li dovreste trovare sotto la sezione Diario, cliccando su “leggi il blog di world friends”.
Tabata ora e’ in Italia, a Pavia fino al 9.2, pronta a tornare per trovare il suo lavoro.
 
Ciao

non abbiate paura non vendo nulla al massimo compro

GheoCiao Priscilla,

meno male che c’e’ il tuo blog cosi ogni tanto riesco a sapere qualcosa di te quando rispondi a Martin. Io di queste cose tecnologiche non capisco niente e non so neanche come risponderti. Spero che questo indirizzo sia corretto e che tu riesca a leggere quello che ti scrivo e magari rispondere….

Ciao Barbara
è un piacere ricevere posta da te
L’indirizzo che hai usato funziona, ma se vuoi rispondere sul mio blog basta che clicchi su Comments alla fine del testo e ti ritrovi a leggere i commenti degli altri oltre a poterne scrivere uno tuo. Lo dico anche per tutti quelli che non hanno ancora osato farlo.
Il blog è li per questo, per essere usato da tutti e non solo da me se no che blog è?

Ciao Priscilla,é stata una gioia ricevere tue notizie!!Quando capita
salutami”quel cugino che aspetta due gemelli”se ancora si ricorda di me(si
chiama Gianluca???).Poi vorrei vederti al più presto visto che capiti a Roma
così di frequente:sarò davvero felicissima di rivederti!!!!Fatti viva appena
hai un attimo!!!Spero di venirvi a trovere fra qualche anno,quando Filippo
sarà più grande e potrà stare qualche giorno senza vedermi.Non vedo l’ora di
viaggiare un pò ed andare a trovare i miei amici sparsi per l’Italia!!Ti è
piaciuta la foto che ti ho mandato?So benissimo che hai due figli:non ti
ricordi che ti ho telefonato a Lipari dopo la nascita di Geo?Mandami una
foto della tua famiglia così vedo quanto sono cresciuti i piccoli!Ti penso e
mi manchi molto,un bacione,Rosa Maria.

Ciao RosaMaria,

spero che tu non intenda aspettare che tuo figlio faccia il militare, anche perchè hanno sospeso la leva obbligatoria.

Se non riusciamo a vederci almeno raccontami di te e di quello che succede in quelli di Roma (naturalmente sul blog) meglio rtrovarsi virtualmente che non ritrovarsi affatto

baci Priscilla

Cose che capitano

mucche alla riscossa

se abiti in una grande città ti può capitare di tutto ma se abiti a boschi di Travacò e non hai chiuso il cancello, può succedere di adottare un vitello di poche ore, magari abbandonato dalla mamma in un campo. Mamma che non si trova e piccolo che ha fame. Telefoni a parenti e amici ma nessuno che sappia di chi è sta piccola quadrupede scalciante.

Scevola, propietario dei boschi mi dice”mettila in forno” ma io non mangio carne e nemmeno voglio un cucciolo di mucca seppellito nell’orto. Compro il biberon da mucche, faccio un giro di telefonate e alla fine due ore di lavoro e un po’ di espedienti… la piccola mucca ha mangiato e passato la notte nel nostro garage. I cani hanno dormito fuori e noi non abbiamo dormito affatto perchè i primi abbaiavano e la seconda rispondeva di muggito.

Questa mattina alle 8 il pastore o mandriano, non so, è venuto a reclamare il cucciolo. Mi ha detto:”ma come ha fatto lo sa che è difficilissimo che una vitella appena nata succhi dal biberon? ”

Gli ho risposto:”Quasi difficile come trovare un vitellino abbandonato fuori dalla tua porta di casa”

risposte

ciao Martin,

sono contenta che siate arrivati ad una meta +0- stabile anche se spero che vorrete continuare a scrivere sul blog e che riusciate anche a coinvolgere altri.
Scusate se sono stata latitante, ma quaest’anno il lavoro ha richiesto tempo e dedizione e speriamo dia i suoi frutti così da poterci anche noi nuovameente inoltrare sulla via dei viaggi.
Per quanto riguarda commenti e pettegolezzi ne ho parecchi, ma non so se sono nello spirito… mi limeterò a raccontarti un po’ di fatti, prima però,
rispondo a un po’ di domande

Nessun problema per le refernze professionalii, accertati solo di darmi come referente e se in caso dai il mio nr di cell. . Magari mandami una cp aggiornata del tuo cv.. sul fronte no profit l’attività ha preso una piega “pro bono”, nel senso che stiamo distribuendo comunicati gratuitamente: siamo riusciti ad interessare così l’università di Pv che contribuirà al progetto con stagisti e forse si riaprirà il progetto (da te in linea di pensiero proposto a suo tempo) con un ciclo formativo alimentato dal corso di laurea http://noprofit.lulop.com/index.php.

Per quanto riguarda tuo zio credo che la cosa migliore sia che si metta in contatto direttamente con me o Lorenzo, mandandoci una mail

Il bimbo peloso è un po’ disubbidiente e scappa ogni tanto. Gli ha fatto compagnia Mordicchio un paio di volte e so che stanno rimettendo a posto la staccionata per vedere di arginare il problema. Tiziana, come te, pensa che come Lapo anche Mordichhio porti in giro Tex . Certo è che questo tuo cane non perde occasione di socializzare. Ne sa qualcosa anche il propietario delle mucche al pascolo nel bosco di Scevola: lo ha riportato a casa (tra l’altro a casa nostra convinto che ne fossimo i padroni) un paio di volte.
C’è stato anche un piccolo episodio di violenza: un giorno viene a trovarci Tomas con i cavalli e i cani ,non so bene per quale motivo, Tex e il suo maschio prendono a ringhiarsi e poi si afferrano. Li abbiamo dovuti separare tirandoli per la coda. A parte questi piccoli incidenti mi sembra che il peloso se la passi abbastanza bene.

I nostri figli e quelli degli Andreolli vanno tutti a scuola insieme trasportati dalla mitica panda alla guida Caroline fedele compagna ops, moglie di Vinicius.
Vinicius passa le sue giornate davanti al computer, studia, o così ci dice. Credo che rimarranno entrambi per un po’ visto che anche Caroline ha intenzione di iscriversi all’università non appena il suo italino migliorerà

Arianna passerà presto dallo stagismo al lavoro con lulop, Stefano fa oramai parte dei nostri e Luca si è trasferito anche lui a Boschi in una delle stanze della casa vecchia. Michele millanta l’acquisto di una macchina, ma per il momento ,come il nostro nuovo e apprezzatissimo stagista Jan, approfitta del sevizio navetta (Panda Caroline).
Illusi e abusati dai soliti fornitori di rete, sognamo banda larga a profusione da poter diffondere e condividere con il resto degli abitanti della zona. Invariabilmente delusi rimaniamo però ancora alla mercè di telecom con i soliti alti e bassi e demoralizzanti periodici periodi di isolamento.

Tomas va spesso a cavallo con Lorenzo io invece mi intrattengo in lunghe chiacchierate e stiamo meditando di mettere su un piccolo teatro cooperativo dove cantare, leggere, interpretare sul prato e tra amici e conoscenti a turno.

Con gli Andreolli si è discusso e pianificato più volte su investimenti futuri che vanno dal dividere l’acquisto di un trattore a costruire una casa comune sull’albero. Per il momento sono solo chiacchiere ma questa primavera io e Flavio innaugureremo probabilmente un orto comune.

Il parco cani si è ingrandito. Infatti abbiamo avuto altri due resi: Scheggia e Charly, anche loro accusati di fare troppi giri in giro, ma da quando sono arrivati (un paio di settimane) non si sono mai mossi e purtroppo hanno ingannato il tempo rosicchiando tutto quello che è a loro portata.

Il campo di fronte al nostro è stato venduto da Massimiliano a Scevola, siamo riusciti a trovare un’accordo per rientrarne in possesso per due terzi non appena acquisita la qualifica di imprenditori agricoli. Anche Massimiliano è diventato un frequentatore + assiuduo dei Boschi. Abbiamo comprato da lui olio toscano e avendo distribuito campioni tra amici ogni tanoto torna a consegnarne una cassa.

In piazza hanno costruito una nuova casa e penso che in primaverà sarà anche finita

Insomma all’appello manca solo la famiglia dei tedeschi che sta in Africa

Rimane il mistero delle cose che hai spedito e non sono mai arrivate

Di a Tuo padre che ho ricevuto il messaggio e non ho risposto perchè sono una pigra, ma che la batteria è stata scollegata la settimana dopo che Giulia ha lasciato Boschi.
A proposito, che ne sai dei lavori che dovrebbero aver lugo nella vostra futura dimora ?

Abbraccia per me chi puoi. Spero di rivedere tutti e ognuno di voi nel + breve tempo concesso al nostro destino di vite riunite per caso dal confluire di due fiumi

Priscilla

Nairobi

Eccoci qua, finalmente “a casa”, a Nairobi in Kenya.
Scappati dall’India oramai saturi abbiamo finalmente riscoperto l’uso dei materassi, delle docce calde, delle posate,  e del benessere generale che costituisce le nostre solite vite.
Siamo felici di aver finalmente posato lo zaino e di ritrovarci in quello che per noi va considerato un paradiso di ordine e pulizia, di silenzio e pace.
Strano ma vero, una capitale africane puo’ essere vista cosi quando si arriva dall’India.
 

Il mio ultimo post trattava Auroville, a circa 3 settimane dal termine del nostro tour indiano. Da li siamo passati per Gokarna, una tappa fissa dei miei soggiorni asiatici. Un posto tranquillo e bello dove la gente non applica ancora la filosofia del “spulcia il turista fino all’osso, succhiagli le energie e prendilo per sfinimento che qualche rupia la guadagni”. Quest’ ultimo e’ stato il live motive del tragitto che ci separava da Delhi.
Arrivati in Rajasthan siamo dovuti scappare dalla calca dei commercianti e cagacazzi per rintanarci nel fondo del deserto dei tartari dove abbiamo passato due giorni a non fare nulla, passeggiando per le dune. Lo scenario, fino all’orario del tramonto, era idilliaco. Dopo, dalla vicina Jaisalmer, arrivavano le orde di turisti per ammirare il tramonto.
La dinamica di questa “meravigliosa esperienza”era per noi contemporaneamente comica e patetica:
Nascosti dietro ad una lontana duna solitaria ammiravamo lo spettacolo dei pullmann turistici che arivavano strombazzando nella polvere del deserto. Questi si fermavano a poche centinaia di metri dalla duna prefissata affinche’ i suoi passeggeri potessero godere della indimenticabile e romantica esperienza del tramonto col cammello.
Gruppi di decine di trasparenti turisti occidentali scendevano dal bus con le loro belle tenute safari nuove per percorrere i 100 metri che li separavano dalla meta a dorso di cammello. Dopo una strenuante contrattazione la carovana partiva per il suo viaggio. Per ogni cammello un turista, per ogni turista un uomo che tira e uno spinge, un bambino che vende patatine ed un secondo bibite. I meno intrepidi hanno potuto optare per un carrello (tirato dal cammello frustrato da 3 indiani).
Dopo 5 minuti si raggiungono le dune, il tempo di scendere dal cammello e voltarsi verso il sole calante che la calca di bambini con collane,  musicisti che impongono le loro performance e rompiballe assortiti, gli ostruiscono completamente la vista. Vengono pagati affinche’ se ne vadano.
Nel mentre i pullmann hanno raggiunto le pendici della duna e, con un concerto di clacson che si sente fino a Delhi, richiamano i loro portafogli ambulanti nel ventre della cassaforte. Il polverono riporta l’animalus turisticus nella vicina Jaisalmer lasciando a noi, che timidamente emergiamo dal nostro nascondiglio, tante meravigliose aiuole di coloratissima plastica.
Divertiti ed afflitti ci incamminiamo verso la nostra capanna, dove accendiamo il fuoco e ammiriamo un celo ancora molto bello.
Pensiamo: per foruna che ne i turisti ne gli indiani hanno ancora imparato a volare.
 

Raggiunta Delhi abbiamo tentato di ottenere un visto kenyano. Il nostro biglietto di sola andata, a detta dei funzionari kenyoti, non ci avrebbe portati da nessuna parte. – Il governo del kenya esige un biglietto di ritorno, in assenza di questo non viene concesso il visto e la compagnia aerea non ti fa salire sul volo per Nairobi-.
Queste le parole del funzionario agli addetti visti. Una ragazza kenyana della mia eta’, piu’ tirata di Naomi Campell e assente dal suo ufficio per l’ultimo mese. (piu volte avevo provato a contattarla via telefono). La sua Lexus 4×4 posteggiata sul marciapiede lascia intendere la sua “nobile provenienza”. Certamente la figlia di uno stimatissimo corrotto Kenyano.
Noi invece siamo andati in aereoporto, senza visto e col nostro biglietto, siamo saliti sul volo e ora siamo qui.
 

Dall’Italia al kenya, via India:
 

4 mesi e ½  in cui abbiamo speso 1000 euro incluso visti, regali di natale e un biglietto per il Kenya.
Mesi intensi e formativi ricchi di sorprese, divertimento e avventura, che ci hanno portati in posti dei quali in pochi possono parlare.
Il tutto al costo di due settimane di vacanza a 100 km dalla casa dei piu’.
Se qualcuno, oltre che dirlo, ha veramente pensato che viaggiare sia la cosa per lui, non ha scuse. Il viaggio e’ semplice, e’ alla portata economica di chiunque ed e’ la cosa che piu’ insegna nella vita. Ho la presunzione di dire questa cosa.
Scegliete il vostro mondo, inforcate la vostra bici, caricate il vostro zaino oppure girate la vostra chiave. Il resto andra’ da se’.
 

Ora restiamo qui un po’ di tempo:
Tabata deve farsi passare il mal di schiena mentre io devo curare sia una infiammazione al petto che la Giardia.
Devo recuperare 7 kg e trovarmi un lavoro.
 

Alla prossima.

Tabata e il Cibo

Dall’Italia all’India via terra, il salto di qualita’ e’ vasto ed interessante.

Tutto il mondo sa’ quanto gli italiani siano abituati a mangiare tanto e bene.

L’ultima pastina scrausa la abbiamo mangiata in Grecia, cucinata da noi in un minipentolino e con un fuocherello fatto dal piu bravo “uomo della foresta”, dopo cio’… benvenuto fritto!

Dalla Turchia ed Iran che, come arte culinaria offrono ben poco, ci siamo ritrovati sommersi da Sambusa, Pokora, Gylabi e altre pastelle fritte dello stesso genere ma con ripieni differenti. La prima volta ci devi stare molto attento, un Samusa al giorno e’ poco ma due sono troppi e la caghetta e’ assicurata ! Queste pallette informi sono un concentrato di grassi vegetali ed animali dal sapore indefinito, ma sono le classiche cose che trovi ogni dieci metri dall’Iran all’India senza interruzione.

Il Pakistan oltre a questo ci ha offerto un (inizialmente buono) Dahl, ossia piccoli ceci in zuppa con piu’ olio che non Ceci. Buono la prima volta, buono la seconda ma odiosi dopo aver passato 40 giorni ad ingurgitarlo.

Finalmente poi siamo arrivati in India, qua la cucina non e’ il top, ma almeno abbiamo piu’ varieta’ di piatti (rigorosamente vegetariani). Il Thali e’ quel che va per la maggiore, piatto economico ma redditizio, un insieme di riso e Dahl (cucinato con meno olio) e, come contorno, due diversi tipi di vegetali.

Per cio’ che riguarda i dolci sono uguali dall’Iran fino all’India. Pastelle della consistenza di biscotti molli di colori diversi, forme diverse, ma con tutti lo stesso sapore. Aiuto !

Dimagrire ? Non se ne parla ameno che non si pratichi il digiuno la tua super quantita’ di Olio e insalubrita’ e’ assicurata.

… Ah come mi manca la cucina di mamma !