li guardo, hanno la pelle che non teme le pieghe del cuscino,gli occhi trasparenti e nessuna espressione. Non sanno ancora nulla sono puro istinto, così vicini a loro stessi, così inconsapevoli di cosa e come sono e che la vita scorra solo in un verso.
Li guardo e penso che anche io sono stata così, bellissima, trasparente, inconsapevole. Perché, se lo fossi stata, consapevole?

é quasi il primo pensiero della mattina. Non è un pensiero limpido, perché la notte da qualche tempo è densa di sogni, sogni che sembrano un altra versione della realtà. Ed è un pensiero ricorrente, come se volessi chiedermi quanta di questa vita è veramente vissuta e quanta è lasciarsi vivere.

Come tutte le persone della mia età ho tantissime cose da fare ma non le faccio perché so quel che faccio, le faccio per conseguenza. Non sono la sola; come barche legate al molo, che non prendono il largo a causa della cima che la trattiene, ma compiono ogni movimento dato tra la lunghezza dell’ormeggio e la riva. Tranquillamente in balia dei flutti.

Tutto quello che deve accadere accade è LA SOLUZIONE del tempo, un tempo continuo.

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