Tabata says: “WELCOME TO INDIA”

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Cerimonia chiusura confine

Il giorno 28 Luglio cosi scrivevo nel mio diario:
“Golden Temple, Amritsar
  Non potevo aspettarmi un piu’ bell’ingresso in India…. “
Dal nulla un tripudio di colori, suoni, musica e donne bellissime hanno circondato noi ed i nostri modesti zainetti. Un salto dal noioso e musulmano Pakistan al vivace e colorato mondo indiano. Da questa parte della cancellata, dopo aver sbrigato le solite pratiche di confine, abbiamo aspettato la cerimonia di chiusura dei cancelli e relativo ammainamento delle bandiere.
La chiusura e’ stata un vero e proprio spettacolo con un bravo show man ed un calorosissimo pubblico composto da turisti stranieri, indiani e gruppi scolastici. Da entrambe le parti, mentre i militari compivano i loro solenni rituali, il pubblico cantava ed incitava i propri soldati. Ovviamente non c’e’ stato paragone, mentre il povero Pakistan aveva una tifoseria di 30 spettatori, l’India ne contava almeno 500. Il tutto e’ durato circa 45 minuti ed in conclusione i militari si sono stretti la mano, hanno ammainato le bandiere con sincronia svizzera in modo che nessuna bandiera fosse mai piu’ alta dell’altra ed hanno chiuso i cancelli.
WELCOME TO INDIA !
La notte siamo stati ad Amritsar ed abbiamo potato, come al solito, per l’opzione di pernotto piu’ economica.
Un dormitorio gratuito nel Golden Temple fatto apposta per i pellegrini in visita. Il mangiare nella mensa commune, da noi scherzosamente definite “dei poveri”, dove chiaramente abbiamo sfamato le nostre bocche, e’ stata un’ esperienza veramente indimenticabile.
Il tempio e’ gestito da centinaia di volontari, la religione e’ quella Sik, una minoranza in India dove i piu’ sono Hindu.

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Goden Temple


Per tutto il perimetro esterno, interno e nei dintorni del Tempio, ci si immerge in una musica cantilenante e tranquilla, molto piacevole da ascoltare che, regalandoti una confidenza e un senso di casa incredibili, ti coinvolge da subito. La gente e’ parte integrante di tutto cio’.
Nonostante nel Tempio ci siano circa 20.000 visite al giorno e nonostante l’India sia molto caotica, all’interno di questo luogo santo vige la tranquillita’ e l’ordine, un posto speciale insomma.
Passati 2 giorni in questo luogo siamo partiti alla volta di Mcleod Ganj il luogo dove si e’ rifugiato il Dalai Lama dopo essere scappato dal Tibet negli anni ’60.

 

 

4 thoughts on “Tabata says: “WELCOME TO INDIA””

  1. Allora, in mezzo a tutti quei tibetani ti sei fatta trascinare da un talebano di nome Marzipano. WELCOME TO KENYA where it will be our turn to host you in our modest silvers temples of Nairobi and Malindi.

    Bon voyage and Cheers, Alexander

  2. Finalmente in India,
    la strada è stata lunga?
    tutto come ti aspettavi o molto di quello che non ti aspettavi?
    dal viaggio e dalla compagnia si intende.
    Ho visto i tuoi cani a spasso il che mi ricorda che se ho appena reso “innoqua” Buffi dovrei consigliare ai tuoi di fare altrettanto prima che al vostro ritorno troviate travacò tappezzata di piccole iene.

    Come state a dinero? trovate lavoro durante il percorso?

    faccio domande anche per chi non ne fa ma so che le vorrebbe fare.

    Venerdì è arrivata Caroline(la fidanzata di Vinicius) uscita dall’inverno brasiliano, qualsiasi cosa voglia dire, è arrivata nell’inverno pavese. Deve essee veramente molto innamorata.
    Quando sono insieme è impossibile camminargli vicino senza calpestare quoricini pulsanti.

    temo che tra poco Vinicius diventerà molto geloso perchè Geo è gia innamorato perso.

    Tex ha messo su un po’ di peso ma sembra contento, non è + scappato e gli andreolli si chiedono se Martin gli desse da mangiare abbastanza o gli facesse fare la fame.

    Un consiglio per uno studente di ingegneria alla seconda sttimana che vuole cambiare facoltà?

    Mi sembra che come ingegnere potresti dire la tua.
    Baci a Martin e raccontami le tue impressioni di viaggio nel dettaglio del vissuto personale
    Priscilla

  3. Ciao Tabata, hai avuto anche tu il coraggio di esordire sul blog! mi piacerebbe continuare a leggere le tue impressioni, oltre a quelle di Martin. Ad esempio sapere anche se questo viaggio, che oramai e’ iniziato da parecchio, si e’ rivelato all’altezza delle tue aspettative e se Martin si comporta in modo utile…..al di la’ del fatto che faccia piazza pulita dei tuoi ammiratori che si permettono di pizzicarti il sedere! Nostalgia di casa? immagino di si’, ma cio’ non toglie il piacere di cio’ che si sta vivendo. Vi aspetto per Natale, che comunque abbiamo pensato di trascorrere a Nairobi, al fresco dopo il caldone che sicuramente vi prendete.
    Malindi sara’ poi un posto dove potrete riposare e pensare alla vostra/tua prossima tappa. Prossimamente vi alleghero’ delle foto, giusto per farvi sentire piu’ vicini a casa. A presto Carla

  4. Si anche io ho voluto dare il mio contributo al blog!

    Fare il “viaggiatore” non e’ sicuramente la stessa cosa che fare i turisti.
    Questo gia’ lo sapevo, sicuramente pero’, quello che non mi aspettavo e’ che viaggiare fosse cosi’ faticoso!
    Faticoso proprio in senso fisico; probabilmente il fatto che non abbia mai fatto una vacanza per piu’ di 2 settimane, o il fatto che mai mi sono spinta fuori dall’ Europa per piu’ di una settimana ha influito non poco sul mio fisico, abituato agli standar casalinghi.
    Muoversi in fretta e con cosi’ tanti cambiamenti, dall’ Italia alla Grecia, alla Turchia fino all’ Iran, Pakistan ed India ha comportato notevoli differenze, dal clima alle abitudini alimentari, all’ igiene e chiaramente il corpo si deve adattare a tutti questi cambiamenti e quando si sta per adeguare deve cambiare ancora…
    Questo mi ha provocato un pochino di problemi, contando il fatto che in Italia non ho mai sofferto di niente sono sempre stata sana, neanche un raffreddore per caso!

    Dall’ altra parte pero’ viaggiere ti libera la mente, ti rende tranquillo, dato che il tuo unico problema quando ti svegli al mattino e’ in che parte del villaggio andrai, quali passeggiate farai e dove mangerai.
    Seguire questo itinerario e’ stato, a mio parere, una cosa bella ed interessante, vedere come cambia il Mondo dall’ Europa all’ Asia e’ estremamente educativo ed impari talmente tante cose che non ti basterebbero 2 anni per studiarle e comunque, non ti rimarebbero cosi’ vive ed impresse nella memoria.

    Ero molto preoccupata di venire in India, un paese che certamente non mi aspettavo fosse cosi’. Fino ad ora abbiasmo visto poco, ma l’assaggio che ho avuto mi ha dato un impressione positiva. La mia paura era di non sentirmi a mio agio nel vedere con i miei occhi la poverta’ che ho sempre pensato ci fosse qua. Bhe, in ogni angolo in cui tu guardi ci sono sempre migliaia di persone, migliaia di colori, migliaia di stimoli ed e’ impressionante se non sei abituato;
    Come e’ logico che sia su queste tante persone c’e’ qualcuno che ti chiede la carita’ e come spesso accade, usano i bambini per impietosirti.
    Il tutto pero’ e’ abbastanza discreto, la gente non mi pare muoia di fame e complessivamente il paese e’ bilanciato.
    E’ logico che gli standard di vita sono diversi dai nostri e che qua, come in tutti gli altri paesi che abbiamo visitato, la cosa che piu’ ti fa arrabbiare e’ come sia possibile che oggigiorno tutti, ma tutti, abbiano un cellulare, ma che ancora la gente in casa non abbia una latrina o ancor peggio in Pakistan i livelli di alfabetizzazione del paese pare non raggiungano il 20 % della popolazione.

    Per il resto tutto bene, anche il viaggiare in coppia non sta creando particolari problemi, io mi sono adeguata a tutto velocemente e Martin ha pazienza e non mi lascia quasi mai sola.

    Cercando di riassumere quanto piu’ mi e’ stato possibile, adesso dico la mia moderata esperienza per cio’ che riguarda il bravo studente.
    Come in tutte le cose ci vuole costanza,determinazione e voglia di fare, anche a me sono venuti dubbi, crisi e voglia di mollare questo regolarmente dal 1^ al 3^ anno, ma poi mi dicevo:”ormai ho iniziato e non ho intenzione di buttare via il mi tempo, quindi ora finisco!” Ecco se questo bravo studente ha la voglia e la determinazione, allora tutto e’ possibile, ce l’ho fatta io, uscendo da una scuola tecnica che non mi ha dato assolutamente le basi per affrontare l’ Universita’.
    Ingegneria in particolare non e’ una pacchia, e’ difficile, dura ti fa arrabbiare e non hai mai tempo per nulla se non studiare, ma non e’ impossibile!
    In conclusione VOLERE E’ POTERE, e se solo ti manca la volonta’ allora e’ inutile buttare via il tempo inutilmente, daltronde questo e’ valido per ogni cosa dura che affronti.

    Mando i miei piu’ cari saluti a tutti.

    Tabata

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